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Diego Baroni scomparso a 14 anni: “È vivo, qualcuno lo nasconde”

Pubblicato: 20/01/2026 10:18

Il mistero che avvolge la scomparsa di Diego Baroni si infittisce, ma una flebile speranza si fa strada tra le scrivanie degli inquirenti veronesi. A otto giorni dal quel lunedì 12 gennaio, quando il giovane si è allontanato da Pozzo di San Giovanni Lupatoto, le indagini hanno preso una piega decisiva. Secondo gli ultimi aggiornamenti della Procura di Verona, coordinata dal procuratore Raffaele Tito, il giovane “sarebbe vivo, ma non si troverebbe da solo”.

Questa convinzione ha spinto gli inquirenti a ipotizzare che “qualcuno lo starebbe nascondendo e sta gestendo la fuga”, uno scenario che ha portato al cambio di passo giudiziario: l’inchiesta, aperta ufficialmente il 16 gennaio, è ora per sottrazione di minore. Nonostante il massimo riserbo, la Procura sta scavando nella rete di contatti del quattordicenne per identificare eventuali complici, sebbene non sia ancora trapelato se vi siano nomi iscritti nel registro degli indagati.

La fuga verso Milano e l’ombra del web

I movimenti di Diego la mattina della sparizione smentiscono l’ipotesi di un gesto d’impulso. Alle 6.45, invece di varcare la soglia dell’istituto professionale Giorgi di Verona, il ragazzo si è diretto verso la stazione di Porta Nuova. Lì ha incrociato un’amica, confidandole che avrebbe incontrato alcuni conoscenti. I tabulati telefonici confermano il viaggio: in serata, il suo smartphone ha agganciato diverse celle nel centro di Milano. Tuttavia, un elemento inquieta la famiglia: come riferito dalla madre, il ragazzo “non aveva conoscenze nel capoluogo lombardo”, il che suggerisce l’intervento di un adulto o di un complice incontrato precedentemente nel mondo virtuale.

Le indagini si stanno ora concentrando sull’attività digitale del giovane. Alcuni compagni di basket hanno riferito di aver ricevuto conferme di amicizia dal suo profilo TikTok nei giorni scorsi, ma gli investigatori nutrono forti perplessità sulla reale identità di chi stia manovrando l’account. I carabinieri hanno già provveduto al sequestro del computer domestico, ora nelle mani di un perito informatico incaricato di analizzare chat e cronologia. Il sospetto è che Diego sia stato istruito su come eludere i sistemi di rintracciamento, utilizzando tecniche come la modalità aereo e le connessioni wifi pubbliche. Fortunatamente, in Procura vige un cauto ottimismo sull’incolumità del minore, tendendo a “escludere che il ragazzo abbia subito violenze”. La priorità assoluta resta riportarlo a casa prima che questa fuga pianificata possa trasformarsi in qualcosa di ancora più pericoloso.

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Ultimo Aggiornamento: 20/01/2026 10:19

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