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Quarto Grado, Nuzzi su Sempio: “Non lo abbiamo mai pagato”

Pubblicato: 23/01/2026 23:41

Gianluigi Nuzzi interviene per chiarire pubblicamente una questione che, da tempo, alimenta polemiche e insinuazioni sui social: la presenza di Andrea Sempio come ospite nei suoi programmi televisivi. Lo fa in apertura della puntata di Quarto Grado di venerdì 23 gennaio, scegliendo di affrontare direttamente il tema prima ancora di entrare nel merito del dibattito giudiziario sul delitto di Garlasco.

Introducendo Sempio e i suoi legali in studio, Nuzzi ha voluto sgomberare il campo da una delle accuse più ricorrenti rivolte alla trasmissione: quella di aver corrisposto compensi all’indagato per le sue apparizioni televisive. «Do il benvenuto agli avvocati e ad Andrea Sempio che è qui con noi – ha detto il conduttore – cui lo dico per gli haters e le pantere da tastiera: non abbiamo dato un euro, né stavolta né in passato, come dicono certi chiacchieroni». Una precisazione netta, pronunciata davanti alle telecamere, per ribadire la linea editoriale del programma e rispondere alle critiche che circolano da mesi online.

In studio, accanto a Sempio, era presente anche l’avvocata Angela Taccia, già protagonista di un confronto acceso con lo stesso Nuzzi in una precedente puntata, quando aveva contestato lo spazio a suo giudizio insufficiente riservato alla difesa. La sua presenza conferma come il caso Garlasco resti uno dei temi più delicati e divisivi del racconto televisivo giudiziario, capace di riaccendere tensioni anche all’interno del dibattito mediatico.

Sul piano giudiziario, intanto, la posizione di Andrea Sempio resta in una fase di attesa cruciale. La Procura di Pavia dovrà infatti chiudere le indagini riaperte un anno fa, quando Sempio è tornato a essere indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, in concorso con ignoti o con Alberto Stasi. A quel punto il gip sarà chiamato a decidere se archiviare il procedimento o disporre il rinvio a giudizio.

Per il delitto di Garlasco, Stasi – all’epoca fidanzato della vittima e da sempre dichiaratosi innocente – sta terminando di scontare una condanna a 16 anni di carcere. Nel frattempo, il ritorno del caso al centro dell’attenzione giudiziaria e televisiva continua a sollevare interrogativi non solo sulle responsabilità penali, ma anche sul confine tra informazione, spettacolarizzazione e diritto di difesa.

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Ultimo Aggiornamento: 24/01/2026 17:09

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