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“Un coltello per uccidere mia moglie”. Milo Infante scioccato a Ore 14. Il gelo in studio

Pubblicato: 23/01/2026 18:34

Lo studio di Ore 14, il contenitore pomeridiano di Rai2, si è trasformato venerdì 23 gennaio in un teatro di gelo e scontro verbale. Al centro della bufera un botta e risposta fulmineo quanto amaro tra il conduttore Milo Infante e Antonio Tanga, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Milano. Quella che doveva essere una cronaca giudiziaria sul tragico femminicidio di Federica Torzullo è scivolata in un momento di altissima tensione quando il magistrato, ospite della puntata, si è lasciato andare a una frase che ha immediatamente innescato l’indignazione del padrone di casa.

Il dibattito verteva sui dettagli dell’omicidio avvenuto ad Anguillara Sabazia, dove il reo confesso Claudio Carlomagnoha dichiarato di aver ucciso la moglie con un particolare “coltello bilama che si trovava in bagno”. Mentre in studio si cercava di analizzare la natura di quest’arma, ancora non rinvenuta dagli inquirenti, Infante ha rivolto una domanda ai presenti per capire quanto fosse comune possedere un oggetto simile in cucina. La risposta di Tanga è arrivata come una doccia fredda: il magistrato ha affermato di averne uno “per uccidere mia moglie”.

Scontro in diretta: il limite invalicabile di Milo Infante

La reazione di Infante è stata istantanea e carica di gravitas. Senza lasciare spazio a fraintendimenti, il conduttore ha bloccato il suo interlocutore, visibilmente spazientito per quella che è apparsa come una caduta di stile inaccettabile dato l’argomento trattato. Non è servito a nulla il tentativo del Sostituto Procuratore di giustificarsi invocando la libertà di fare “un piccolo accenno di goliardia nera”. Per Infante, il richiamo al dovere di rispetto verso la vittima è stato prioritario rispetto a qualsiasi legame di conoscenza con l’ospite.

“Stiamo parlando di un femminicidio” ha tuonato il giornalista, mettendo fine a ogni tentativo di smorzare i toni. Con estrema fermezza, Infante ha poi rincarato la dose: “Mi consenta, con la stima profonda e l’affetto, qui no. La goliardia nera non esiste, è un caso di femminicidio e ritiro la domanda, forse stupida”. Il conduttore ha poi ripreso le fila del discorso tecnico, specificando di non possedere armi simili se non per attività sportive, sottolineando implicitamente quanto fosse fuori luogo scherzare sulla morte di una donna proprio mentre se ne ricostruivano le ultime ore. Un momento di televisione crudo, che ha ribadito come su certi temi non possa esserci spazio per il sarcasmo, nemmeno se proviene da alti rappresentanti delle istituzioni.

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