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Crans-Montana, ecco come I Moretti si salveranno: la furia delle famiglie

Pubblicato: 27/01/2026 07:49

Entrando in procura a Sion, Jacques Moretti non ha abbassato lo sguardo, né ha cercato il silenzio. Si è limitato a una dichiarazione che ha raggelato i familiari delle vittime: «anche noi siamo vittime». Non è stata una provocazione estemporanea, ma il pilastro di una strategia difensiva cinica e millimetrica, volta a ottenere l’assoluzione totale o, nel peggiore dei casi, pene minime che non prevedano un solo giorno di carcere.

I nuovi verbali degli interrogatori rivelano un piano sistematico per scaricare il sangue della strage di Capodanno su chi non può più difendersi: i dipendenti morti nel rogo. Secondo i coniugi Moretti, ad appiccare le fiamme nel seminterrato sarebbe stata la giovane cameriera Cyane Panine: «A Cyane piaceva farlo, le piaceva abbandonarsi allo spettacolo», ha messo a verbale Jacques, riferendosi alle bottiglie coreografiche con le candele. Le colpe della mancata sicurezza vengono rimpallate come in un macabro gioco: la formazione antincendio? «È stato il serbo Stefan, responsabile della sicurezza», anche lui deceduto nel tentativo di salvare i clienti. L’uscita di emergenza sbarrata? Colpa di Adrien, un dipendente sparito nel nulla. Persino i documenti mancanti hanno una giustificazione: «due alluvioni che hanno distrutto i documenti».

Le ammissioni shock: test col fuoco e stecche da biliardo

Il racconto di Jacques Moretti si fa inquietante quando descrive i test effettuati sui pannelli fonoassorbenti, rivelatisi poi trappole mortali: «Ho preso una fiamma per vedere l’effetto. Ha bruciato tutto. L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo, mi ha fatto sentire male». Nonostante questo, l’installazione è proseguita, affidata a un manovale non qualificato. Le scale troppo strette? «La larghezza minima richiesta è di 120 cm, quindi le ho ridotte per risparmiare spazio», ha ammesso con una naturalezza disarmante. Persino le immagini di metà dicembre che mostrano il soffitto cadente tenuto su con le stecche da biliardo vengono liquidate come «semplice manutenzione».

Il rischio concreto, denunciato dall’ex procuratrice Rosa Cappa, è che i Moretti — già liberi e pronti a riaprire il loro ristorante Le Vieux Chalet — se la cavino con il riconoscimento del reato colposo. Per evitare il “colpo di spugna”, i legali di parte civile hanno depositato un dossier che documenta precedenti roghi sospetti nei locali della coppia nel 2023 e nel 2024. Provare che Jacques e Jessica fossero pienamente consapevoli dei rischi è l’unica strada per contestare il dolo eventuale. Senza questa prova, l’incubo di una condanna sospesa con la condizionale diventerà realtà, mentre per i risarcimenti civili, stimati tra 600 milioni e 1 miliardo di franchi, potrebbero volerci quindici anni.

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