
In aula, il 26 gennaio, è tornata al centro la relazione extraconiugale tra Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, e Louis Dassilva, 35enne senegalese detenuto dal 16 luglio 2024 e indicato come presunto assassino. A ricostruire il lato più intimo della vicenda sono state due amiche di Manuela, ascoltate dal sostituto procuratore Daniele Paci: a loro la donna avrebbe confidato la storia con Dassilva.
Ma dietro le confidenze — e dietro i dettagli che fanno presa — restano anche zone d’ombra. Le dichiarazioni avrebbero evidenziato lacune nella cronologia, soprattutto nei mesi prima dell’omicidio e dopo l’incidente che coinvolse Giuliano Saponi (figlio di Pierina) nel maggio 2023, pochi mesi prima della morte della madre.
Caso Pierina Paganelli, il desiderio di una famiglia che spunta dalle chat
Il punto che cattura l’attenzione — e che rimbalza fuori dall’aula con la forza di una frase che resta addosso — è uno: Manuela Bianchi sognava di costruire una famiglia con Louis Dassilva. È un dettaglio emerso durante un nuovo atto del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino, a Rimini.
È qui che il caso si fa anche racconto di fragilità, legami e strappi: non solo cronaca nera, ma un intreccio familiare e sentimentale che continua a riemergere, tra testimonianze delicate e passaggi controversi. E in quell’intreccio, il tema del “voler diventare madre” diventa un filo narrativo che pesa, perché parla di futuro immaginato mentre il presente precipita.

Cosa voleva Manuela Bianchi da Louis Dassilva
Il collegamento tra sentimenti e cronologia, però, non è solo “materiale da chiacchiera”: può avere conseguenze legali. Il pm Paci ha annunciato di aver richiesto la trasmissione dei verbali dell’amica alla Procura per valutare un’eventuale denuncia per falsa testimonianza. Un passaggio che ricorda quanto, in processi così esposti, ogni parola diventi un atto pesante.
Dalle deposizioni, inoltre, sarebbero emersi dettagli che mescolano inquietudine e quotidianità: le preoccupazioni di Manuela e i dubbi iniziali su Louis, nati subito dopo l’incidente di Giuliano; sospetti che, secondo quanto riferito, sarebbero stati poi in parte placati dalla nuora dopo l’omicidio dell’anziana suocera. Nel racconto compaiono anche immagini suggestive: un ipotetico rito voodoo attraverso gioielli regalati da Louis per far innamorare Manuela, i messaggi scambiati tra i due e la dichiarazione dell’imputato secondo cui la moglie Valeria Bartolucci “non fosse un problema, a lei ci penso io”.

Tra speranza e dolore, il retroscena raccontato dalle amiche
Come racconta il Resto del Carlino, dalle chat di settembre 2023 sarebbe emersa la speranza di Manuela di rimanere incinta di Dassilva e il desiderio di costruire con lui una famiglia. È un elemento che, in chiave “pop”, suona quasi come una sceneggiatura: messaggi, promesse, un futuro immaginato. Ma qui non c’è finzione: c’è un processo, e ci sono atti che devono reggere alla prova dei fatti.
Le amiche avrebbero ribadito anche lo stretto legame tra i due e i rapporti compromessi tra Manuela e la famiglia di Pierina dopo la separazione da Giuliano. Una di loro ha usato parole nette, senza cambiare tono: «Manuela è da due anni che è una donna distrutta». Una frase che sposta l’attenzione dal “gossip giudiziario” al costo emotivo, e che restituisce la dimensione umana dentro un caso ormai diventato nazionale.

I prossimi passaggi in aula e l’udienza del Riesame
Louis Dassilva era presente in aula durante l’udienza, difeso dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi. Il suo percorso processuale, intanto, si avvicina a un nuovo snodo: venerdì è in programma a Bologna l’udienza del Riesame.
È un appuntamento che può incidere sullo sviluppo del processo e sulla gestione delle prove a suo carico. E mentre l’aula prova a rimettere in ordine fatti, date e parole, resta un contrasto difficile da ignorare: da una parte l’idea di una nuova vita — persino un figlio — dall’altra una morte violenta che continua a chiedere risposte.


