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Rivolta nel carcere di Cassino, bombole del gas date alle fiamme e lanci di oggetti contro gli agenti

Pubblicato: 30/01/2026 13:55

Pomeriggio di fuoco e altissima tensione quello vissuto ieri, giovedì 29 gennaio 2026, all’interno della casa circondariale di Cassino. Quella che era nata come una protesta nella II sezione è rapidamente degenerata in una rivolta violenta, trasformando i corridoi del carcere in un campo di battaglia. I detenuti hanno dato vita a un fitto lancio di oggetti contro gli agenti della polizia penitenziaria, arrivando ad appiccare diversi incendi che hanno reso l’aria irrespirabile. La situazione è precipitata quando sono esplose alcune bombolette del gas utilizzate per cucinare, scatenando un rogo che ha richiesto l’intervento immediato dei vigili del fuoco. Alcuni reclusi sono rimasti intossicati, alimentando un panico collettivo gestito a fatica dal personale in servizio.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha descritto l’accaduto come “una situazione di gravissimo pericolo, segnata da violenza e irresponsabilità”, sottolineando che solo il coraggio degli agenti ha evitato il peggio. Nonostante il ripristino dell’ordine e il trasferimento dei responsabili in altri istituti, i sindacati denunciano come la sicurezza sia ormai appesa a un filo, chiedendo a gran voce “interventi urgenti e strutturali per ristabilire legalità e sicurezza”.

Carenza di organico e nuove aggressioni nel Lazio

Il problema non è solo la condotta dei detenuti, ma una struttura che sembra prossima al collasso. Secondo i dati del Garante delle carceri, a Cassino operano appena 114 agenti a fronte dei 159 previsti, una lacuna che rende ogni turno un rischio calcolato. La Fns Cisl Lazio è stata categorica: “la questione della carenza di personale deve essere affrontata definitivamente”. Per arginare l’ondata di violenza, il Sappe invoca misure drastiche, tra cui il carcere duro per i rivoltosi e l’introduzione di strumenti di difesa come il taser o lo spray al peperoncino.

Purtroppo, il caos non si è limitato a Cassino. Nella stessa serata, intorno alle 21:30, il carcere di Frosinone è stato teatro di una rissa furibonda nel V reparto. Quando gli agenti sono intervenuti per separare i contendenti, la rabbia dei detenuti si è riversata su di loro. Un poliziotto è stato scaraventato a terra con violenza, riportando ferite guaribili in sette giorni. Anche per questo episodio, i rappresentanti dei lavoratori ribadiscono che è ormai “necessario diminuire il numero dei detenuti presenti” per evitare che la polveriera Lazio esploda definitivamente.

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