
L’illusione di una primavera anticipata svanisce sotto i colpi di un febbraio che ha deciso di mostrare il suo volto più severo. Il colonnello Mario Giuliacci, voce autorevole della meteorologia italiana, ha delineato un quadro a tinte fosche per i prossimi giorni, annunciando un’offensiva atlantica che non lascerà scampo alla Penisola. Dopo la breve tregua dello scorso weekend, l’Italia si prepara a fronteggiare una sequenza ininterrotta di perturbazioni. «L’evento più interessante di questo inverno è la piovosità ed anche nei prossimi giorni 10 giorni avremo piogge quasi tutti i giorni, seppur non simultaneamente», ha spiegato l’esperto, evidenziando come entro il 10 febbraio si abbatteranno sul nostro territorio ben quattro sistemi perturbati. La prima ondata è già realtà, avendo lambito il Nord Ovest per poi estendersi oggi, martedì 3 febbraio, a tutto il Centro-Nord e alla Sardegna.
Un calendario di pioggia e l’incognita neve
Le previsioni di Giuliacci non lasciano spazio a dubbi: giovedì 5 febbraio è attesa la seconda perturbazione, pronta a colpire Toscana, Campania e Sardegna, mentre venerdì il maltempo diventerà democratico, bagnando l’intera Penisola con picchi abbondanti su Calabria e Campania. Il weekend non offrirà tregua, poiché sabato 8 farà il suo ingresso la terza perturbazione, concentrando i fenomeni al Sud e sul Levante ligure. Il ciclo si chiuderà, almeno momentaneamente, lunedì 9 febbraio con la quarta ondata di rovesci su regioni tirreniche e Nord Ovest.
Oltre alla pioggia, l’attenzione resta alta per quanto riguarda le temperature e le possibili nevicate. Al Nord, dove il clima rimane prettamente invernale, la neve farà la sua comparsa sulle Alpi a quote molto basse, con possibili fiocchi pronti a comparire anche sul basso Piemonte. Al Centro-Sud, invece, le temperature manterranno un profilo più autunnale, almeno fino a metà mese.
Secondo il colonnello, il vero punto di svolta arriverà tra il 10 e il 15 febbraio. In quel periodo è prevista una nuova e più intensa fase fredda: l’arrivo di aria polare dalla Scandinavia scivolerà verso i Balcani, investendo direttamente il versante adriatico e il Meridione. Questo scenario porterà nevicate non solo sulle Alpi di confine, ma anche su tutto il versante adriatico dell’Appennino, sancendo il ritorno del grande gelo.


