
Il giornalismo italiano perde una delle sue firme più coraggiose e intellettualmente oneste. Angela Azzaro, 59 anni, si è spenta lasciando un vuoto profondo in chiunque l’abbia letta o conosciuta nelle redazioni di mezza Italia. Sarda di Nuoro, legatissima alle sue radici barbaricine, aveva costruito la sua carriera tra Milano e Roma, diventando un punto di riferimento per il pensiero femminista e per la difesa degli ultimi. Dalla storica esperienza a Liberazione, dove aveva dato vita all’innovativo inserto culturale Queer, fino alla vicedirezione del Riformista e del Dubbio, Angela non ha mai smesso di lottare per i diritti civili, portando la sua visione laica e militante anche sulle pagine dell’ Huffington Post.
Un’intelligenza spiazzante: il ricordo dei colleghi
La notizia della sua scomparsa ha scatenato un’ondata di commozione senza precedenti, specialmente tra chi ha condiviso con lei il lavoro quotidiano. Davide Varì, che con lei ha diviso l’avventura al Dubbio, ha tracciato un profilo struggente della giornalista: “Angela era il Dubbio. Lo era più di chiunque altro. Era solare e malinconica, sapeva essere leggera e spensierata ma era capace di tuffarsi negli abissi come nessun altro”. Secondo Varì, la Azzaro possedeva una grazia rara unita a una fermezza quasi fisica contro ogni forma di paternalismo. “Aveva un’intelligenza fuori dal comune: obliqua, spiazzante, provocatoria, mai accomodante, mai pacificata”, continua il collega, ricordando come la sua missione fosse costantemente rivolta ai migranti e agli emarginati, con un approccio di profonda e laica cristianità.
Oltre all’impegno politico, Angela era l’essenza stessa della sua terra, un legame che Varì descrive come viscerale: “Angela era anche la sua Sardegna: il mare cristallino della Gallura e l’asprezza solo apparente della Barbagia”. Il suo libro “Nuove tecniche di rivolta” resta oggi come un testamento politico e sociale, un manifesto di quella coerenza che pretendeva da se stessa e dagli altri. Anche Lea Melandri, colonna del femminismo italiano e sua amica da oltre trent’anni, ha voluto onorarne la memoria, ricordando un sodalizio umano e professionale nato nelle battaglie per l’autodeterminazione delle donne. Angela Azzaro non era solo una giornalista esperta di politica; era una donna che parlava la lingua degli intellettuali e quella delle persone semplici senza tradire mai nessuno.
Il dolore di Elly Schlein
“Ci lascia senza parole e con un grande senso di vuoto la scomparsa di Angela Azzaro, donna forte e coraggiosa, giornalista tenace e piena di passione politica e civile, voce unica, libera, sempre. Forse il modo migliore di onorarla sarà rileggere tutto ciò che ha scritto, tutto ciò che ci ha aiutati a comprendere, riflettere, agire”. Così la segretaria Pd, Elly Schlein. “Ci stringiamo attorno ai suoi familiari e alle persone che le hanno voluto bene, una comunità grandissima”, aggiunge.


