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Israele amplia i poteri in Cisgiordania, da palestinesi e ONG accuse di “annessione di fatto”

Pubblicato: 09/02/2026 11:46

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato una serie di misure che rafforzano i poteri di Israele nella Cisgiordania occupata, aprendo a nuovi sviluppi sul piano politico e territoriale. Tra i provvedimenti figurano l’agevolazione della vendita di terre palestinesi ai coloni israeliani e l’ampliamento delle competenze delle autorità israeliane anche in aree formalmente sotto controllo palestinese.

Abbas: “Decisione pericolosa e illegale”

Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, ha definito la decisione “pericolosa e illegale”, sostenendo che si tratti di una annessione di fatto del territorio. Abbas ha rivolto un appello al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, chiedendo un intervento per fermare l’iniziativa israeliana.
Secondo la leadership palestinese, le nuove misure rappresentano un ulteriore passo verso la modifica unilaterale dello status della Cisgiordania.

Le critiche di Peace Now

Anche l’ONG israeliana per i diritti umani Peace Now ha espresso forti preoccupazioni, accusando il primo ministro Benjamin Netanyahu di perseguire una linea “pericolosa e irresponsabile”, volta a indebolire l’Autorità nazionale palestinese e a imporre di fatto l’annessione.
In una dichiarazione, l’organizzazione ha sostenuto che le decisioni del governo rischiano di provocare una pericolosa escalation, un maggiore isolamento internazionale di Israele e l’indebolimento di qualsiasi prospettiva politica futura. Peace Now ha inoltre criticato l’utilizzo del gabinetto di sicurezza per decisioni che, a suo avviso, non garantirebbero sufficiente controllo e trasparenza.

Operazioni militari e dati sulle vittime

Le tensioni si inseriscono in un contesto di crescente instabilità. Dall’ottobre 2023, con l’avvio della guerra nella Striscia di Gaza, Israele ha intensificato le operazioni militari in Cisgiordania, tra arresti, operazioni di sicurezza ed espansione degli insediamenti.
Secondo stime palestinesi, nel periodo in questione sarebbero stati uccisi 1.112 palestinesi, circa 11.500 persone sarebbero rimaste ferite e oltre 21.000 arrestate.

La richiesta alla Lega Araba

L’agenzia palestinese Wafa riferisce che la Palestina ha chiesto una sessione straordinaria della Lega Araba per discutere le nuove misure israeliane.
L’ambasciatore palestinese presso la Lega, Muhannad Al-Aklouk, ha parlato di decisioni volte ad ampliare gli insediamenti, demolire abitazioni e trasferire competenze amministrative – inclusi poteri sul comune di Hebron – alla cosiddetta “Amministrazione civile” israeliana. Tra i punti citati anche le preoccupazioni per lo status della moschea di Ibrahimi.
Ramallah chiede ai Paesi alleati di intervenire per “frenare” le decisioni israeliane, mentre la questione della Cisgiordania torna al centro delle tensioni regionali e diplomatiche.

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