
Il deserto dell’Arizona è diventato lo scenario di un dramma che tiene l’America con il fiato sospeso. Gli investigatori di Tucson hanno concentrato le loro ricerche nell’abitazione di Nancy Guthrie, madre della celebre giornalista Savannah Guthrie, arrivando a ispezionare persino una fossa biologica situata nel retro della proprietà. Gli agenti, sotto l’occhio vigile di droni e telecamere, “hanno sollevato il tombino e inserito un’asta lunga per controllare l’interno”, un’operazione che purtroppo non ha restituito elementi utili al ritrovamento della donna. La signora Nancy, 84 anni, è scomparsa nel nulla lo scorso 31 gennaio, dando il via a un incubo che coinvolge ora i massimi livelli della sicurezza nazionale.
La vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti con la comparsa di una “richiesta di riscatto di 6 milioni in bitcoin”, una cifra enorme la cui scadenza era stata fissata proprio per il “9 febbraio”. Savannah, volto noto della televisione, insieme ai fratelli Annie e Camron, ha cercato di toccare il cuore dei presunti sequestratori con appelli carichi di angoscia. Tuttavia, non tutti leggono genuinità in queste comunicazioni: Tracy Walder, ex agente della CIA, ha sollevato dubbi definendo i messaggi dei rapitori come «artificiali e studiati», suggerendo una regia più complessa dietro il sequestro.
FBI in campo e indagini senza sosta
Mentre la pista del rapimento si fa sempre più densa, le perquisizioni si sono allargate a macchia d’olio. Le forze dell’ordine hanno infatti esteso i controlli anche alle proprietà dei familiari, inclusa la residenza di Annie Guthrie e del marito italiano Tommaso Cioni. Nonostante l’imponente dispiegamento di forze e il supporto dell’FBI, al momento “nessun sospetto è stato ancora identificato”. Il mondo dei media e l’opinione pubblica si sono stretti in un abbraccio virtuale attorno alla collega Savannah, sperando che la madre Nancy possa tornare presto a casa sana e salva.

