
Il clima olimpico di Milano-Cortina si surriscalda, ma questa volta le scintille non arrivano dalle piste, bensì dai corridoi di Viale Mazzini. Una frattura profondissima spacca la tv di Stato proprio nel cuore dell’evento più atteso: «Da oggi alle ore 17 e fino alla fine dei Giochi ritiriamo la nostra firma da servizi, collegamenti e telecronache». Con questo annuncio perentorio, il cdr e il fiduciario di RaiSport hanno formalizzato una protesta senza precedenti, accusando il direttore Paolo Petrecca di aver recato un danno incalcolabile «ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento».
La tensione è arrivata al punto di rottura dopo le feroci polemiche sulla gestione giornalistica dell’esordio olimpico. La redazione, che ha già sfiduciato il direttore per ben due volte, punta ora alla sua rimozione definitiva. Il giornalista è atteso oggi a Roma per un faccia a faccia decisivo con l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, convocato d’urgenza proprio a seguito delle durissime “critiche ricevute per la telecronaca della cerimonia di apertura” di Milano-Cortina.
Un pacchetto di sciopero per il post-Olimpiadi
Il braccio di ferro non riguarda solo la qualità editoriale, ma investe il piano dei diritti sindacali. La redazione sportiva e l’Usigrai denunciano infatti un atto di censura, essendosi viste negare la diffusione di un comunicato di protesta all’indomani del debutto dei Giochi. La risposta dei giornalisti è un “pacchetto di sciopero alla fine delle Olimpiadi”, una mossa strategica per fare pressione sui vertici aziendali senza oscurare immediatamente le gare, ma garantendo battaglia sul lungo periodo.
Mentre le voci su un possibile addio di Petrecca si rincorrono, le necessità tecnico-organizzative legate ai Giochi in corso sembrano frenare decisioni drastiche nell’immediato. Tuttavia, l’indiscrezione più accreditata suggerisce un compromesso imminente per placare gli animi: a “Petrecca verrà sottratta la cronaca della chiusura dei Giochi”, segnando un netto ridimensionamento del suo ruolo editoriale. In questo scenario di guerra aperta, la redazione resta decisa a non fare passi indietro fino alle dimissioni del vertice di testata.


