
La cittadina di Bristol è sprofondata in quello che gli inquirenti hanno descritto come “l’incubo di ogni genitore”. Al centro della vicenda c’è Nathan Bennett, 30 anni, operatore educativo presso l’asilo Partou King Street, condannato dalla Corte locale per una serie di abusi sistematici su cinque bambini di età compresa tra i due e i tre anni. L’uomo, originario di Corston, deve rispondere di otto reati gravissimi, tra cui stupro e aggressione sessuale con penetrazione. Dietro un’apparente gentilezza che gli aveva garantito la fiducia cieca di colleghi e famiglie, si celava una “condotta predatoria” che ha lasciato ferite indelebili nella comunità.
L’allarme era nell’aria già da mesi: alcuni genitori avevano notato baci sulle guance e un attaccamento giudicato eccessivo. Tuttavia, la svolta è arrivata solo nel febbraio 2025, quando la responsabile della struttura, Victoria Tutton, ha analizzato i filmati della videosorveglianza notando Bennett nell’atto di “mettere le mani nei pantaloni di un bambino”. Da lì, l’intervento della polizia di Avon e Somerset ha portato all’arresto immediato dell’uomo e alla chiusura della struttura per accertamenti.
Dettagli agghiaccianti e falle nel sistema
Il processo ha fatto emergere particolari inquietanti, come l’abitudine dell’imputato di indossare pantaloni con fori nelle parti intime. Le testimonianze dei piccoli, raccolte in video-interviste, sono state strazianti: il Bambino E ha identificato il suo aguzzino grazie a uno smartwatch, ammettendo di aver taciuto a lungo per paura. Nonostante Bennett abbia dichiarato in aula: “Non ho mai voluto fare del male a nessuno”, sostenendo di essere stato a sua volta vittima in passato, la Corte non ha mostrato clemenza.
Le famiglie, assistite dallo studio legale Leigh Day, chiedono ora risposte concrete su come i sistemi di protezione abbiano potuto fallire così clamorosamente. “Siamo devastati dagli abusi subiti dai nostri figli da chi tutti noi avevamo affidato alle cure”, hanno dichiarato in una nota ufficiale. Dal canto suo, la direzione dell’asilo ha promesso una revisione indipendente, ribadendo che “la sicurezza dei bambini e delle loro famiglie rimane la nostra priorità assoluta”.


