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Bimba morta, la madre arrestata voleva l’affidamento delle figlie

Pubblicato: 10/02/2026 14:39

Il dramma che ha sconvolto la cittadina di Bordighera assume contorni giudiziari sempre più definiti e inquietanti. Al centro del caso c’è M.A., la madre quarantatreenne di tre bambine, che proprio a marzo “avrebbe dovuto comparire davanti al giudice di Imperia per ottenere l’affidamento e il mantenimento delle tre figlie di 10, 9 e 2 anni”. Un appuntamento legale che la donna non raggiungerà da libera: per lei si sono infatti aperte le porte del carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale in seguito alla morte di Beatrice, la sua figlia più piccola.

L’indagata, attualmente difesa dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, ha affrontato un lungo faccia a faccia con gli inquirenti nel tentativo di fornire una versione plausibile dei fatti. Durante l’interrogatorio, Manuela ha provato a delineare una tragica fatalità domestica, riferendo ai carabinieri “che la piccola era caduta dalle scale nei giorni scorsi ma che stava bene”. Secondo la sua ricostruzione, nella mattinata del decesso sarebbe uscita di casa lasciando le figlie da sole; solo al suo rientro si sarebbe accorta che le condizioni della bambina erano precipitate, spingendola a richiedere l’intervento del 118.

Le incongruenze e il trasferimento a Pontedecimo

Tuttavia, il castello difensivo sembra vacillare sotto il peso degli accertamenti tecnici. Le dichiarazioni della donna sono state “smentite già ieri sera dalla prima relazione del medico legale”, che avrebbe riscontrato segni non compatibili con un semplice incidente pregresso, e dall’analisi meticolosa delle telecamere di videosorveglianza della zona, che avrebbero restituito orari e movimenti differenti da quelli descritti. La Procura di Imperia, con il lavoro coordinato dal procuratore Alberto Lari e dal pm Veronica Meglio, sta scavando a fondo per ricostruire il reale contesto in cui è maturata la tragedia.

Mentre l’intera comunità ligure resta attonita, l’attività investigativa non si ferma. Durante la notte, gli inquirenti hanno ascoltato i “nonni materni e paterni della piccola per ricostruire il quadro familiare”, cercando di far luce su eventuali tensioni o episodi pregressi mai denunciati. In serata, Manuela è stata trasferita nella sezione femminile del carcere di Pontedecimo, a Genova. Resta ora l’attesa per giovedì mattina, quando l’indagata dovrà comparire davanti al gip di Imperia per l’interrogatorio di convalida, passaggio cruciale per definire la misura cautelare.

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