Vai al contenuto

Emanuela Orlandi, spunta l’ombra di “Felix”: così i reclutatori del cinema adescavano le quindicenni

Pubblicato: 11/02/2026 16:49

Il mistero sulle sparizioni di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori torna a scuotere i palazzi del potere, riemergendo dalle nebbie di quella Roma dei primi anni ’80 dove il luccichio del cinema spesso nascondeva trappole spietate. I lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta si sono concentrati oggi su quella che gli esperti definiscono la «pista dei cinematografari». Si tratta di un filone investigativo che scava in un sottobosco torbido, in cui sedicenti talent scout agganciavano giovanissime ragazze con la promessa di provini o ingaggi pubblicitari, facendole finire in un circuito degradante legato alla pornografia e allo sfruttamento.

La giornata è stata segnata dalla deposizione di Maura Giovedì, ex generica nel mondo del cinema, la cui testimonianza è stata definita cruciale dal presidente Andrea De Priamo. La donna ha raccontato di essere stata avvicinata in un bar di Piazza Navona, punto nevralgico a pochi passi dalla scuola di musica Da Victoria frequentata da Emanuela, da un uomo noto come Felix. La Giovedì ha descritto questo individuo come alto, robusto e sfacciato, capace di avanzare “proposte strane” per pellicole hard. Dopo un netto rifiuto, la testimone iniziò a evitarlo sistematicamente, ma la sua figura sembra coincidere con le descrizioni di altri reclutatori ambigui che gravitavano costantemente tra Corso Vittorio Emanuele e il centro storico.

L’ombra dei falsi provini e i riscontri sulla BMW

L’indagine parlamentare sta cercando punti di contatto tra questo sistema di adescamento e le due quindicenni scomparse. Un elemento di forte interesse è un appunto scritto da Emanuela Orlandi circa un mese prima della sparizione, in cui comparirebbero riferimenti a contatti per opportunità nel mondo dello spettacolo. Gli inquirenti stanno inoltre analizzando i movimenti di una BMW avvistata all’epoca in contesti sospetti, cercando di incrociare i percorsi dei sospettati con i luoghi della sparizione. Sebbene Maura Giovedì abbia precisato di non aver mai conosciuto direttamente le due ragazze o il fotografo Marco Accetti, le sue parole confermano un sistema di reclutamento professionale estremamente aggressivo.

Questo contesto ambientale non è più considerato una semplice ipotesi alternativa, ma il possibile scenario in cui sono state tese le esche fatali. La Commissione intende ora procedere con nuove audizioni di ex comparse e addetti ai lavori dell’epoca per dare finalmente un volto definitivo ai personaggi che orbitavano intorno alla scuola di musica. Resta il sospetto che Emanuela e Mirella possano essere rimaste intrappolate in questo meccanismo di “adescamento professionale” proprio mentre inseguivano i loro sogni adolescenti.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure