
L’espulsione di Pierre Kalulu durante Inter-Juve continua a far discutere e a scatenare polemiche. Dopo giorni di commenti e social infuocati, arriva la presa di posizione del designatore degli arbitri di Serie A, Gianluca Rocchi, che riconosce l’errore del direttore di gara La Penna e, allo stesso tempo, non risparmia frecciate a giocatori, allenatori e società.
«Siamo molto dispiaciuti dell’episodio: per la decisione di La Penna che è chiaramente errata e per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla», ha dichiarato Rocchi al telefono con l’Ansa, sottolineando l’inesorabile limite regolamentare che ha impedito di correggere il secondo giallo.
Ma il designatore non si limita a difendere l’arbitro: passa al contrattacco e punta il dito su Alessandro Bastoni, accusato di aver tratto in inganno il fischietto romano con una simulazione evidente. «L’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci», ha detto Rocchi, stigmatizzando anche il comportamento dei club e degli allenatori che, a suo dire, non collaborano per evitare questi episodi.

Il dirigente evidenzia come la Serie A viva una percezione distorta degli errori arbitrali: «Noi alla fine siamo l’ultimo sfogo di tutti. Siamo ben capaci di prendere le nostre responsabilità quando sbagliamo, ma nessuno prende le nostre difese». Una frase che fotografa la frustrazione della classe arbitrale di fronte a tifosi e media pronti a criticare senza mezzi termini.
Rocchi sottolinea anche il paradosso della trasparenza: «Abbiamo una trasmissione in cui tutte le settimane mettiamo a nudo i nostri errori, li facciamo vedere a tutti. Oggi non ho ancora sentito gente dire “anche noi abbiamo sbagliato”». Il designatore punta così il dito verso giocatori e staff, invitandoli a un minimo di autocritica.
Il contrattacco è diretto e preciso: «Vogliamo dire che è sempre colpa dell’arbitro di Rocchi? Benissimo. Io invece credo che qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza. Mi riferisco a chi va in campo ed ha certi atteggiamenti». Una dichiarazione che ricalca l’insofferenza del mondo arbitrale nei confronti di chi sfrutta gli episodi a proprio vantaggio.

Sul caso specifico di Inter-Juve, Rocchi ammette la mortificazione dell’arbitro La Penna, ma chiarisce che non è l’unico responsabile. L’episodio rappresenta, secondo lui, l’ennesimo segnale di un campionato dove la simulazione e la strategia di inganno diventano strumenti per condizionare il gioco.
L’analisi del designatore non risparmia nessuno: giocatori, tecnici e società vengono chiamati a rispondere del loro comportamento, sottolineando come il rispetto del regolamento e della sportività sia fondamentale per evitare situazioni analoghe in futuro.
In sintesi, la vicenda di Kalulu-Bastoni conferma quanto sia fragile l’equilibrio tra arbitraggio, regole e condotta in campo. Rocchi, riconoscendo l’errore ma evidenziando le responsabilità altrui, prova a restituire un senso di giustizia e trasparenza, invitando tutti a fare un passo indietro e a guardarsi allo specchio prima di puntare il dito contro l’arbitro.


