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Prof rimprovera un’alunna, irruzione in classe del papà: “Aggressione violentissima”. Terribile

Pubblicato: 15/02/2026 18:41

Un episodio di violenza scuote l’istituto superiore Einaudi di Foggia, dove un professore di lingue e letteratura straniera di 61 anni è stato aggredito da un genitore durante le ore di lezione. L’episodio è avvenuto venerdì scorso e ha lasciato alunni e docenti sotto choc.

Secondo quanto ricostruito, il docente aveva rimproverato una studentessa di 14 anni perché aveva posizionato i piedi sulla sedia, ignorando le regole di comportamento in classe. Dopo un avvertimento, il professore ha spostato delicatamente i piedi della ragazza con il suo, gesto che ha scatenato la reazione immediata della studentessa, che ha contattato il padre.

L’aggressione in classe

Il padre è arrivato rapidamente a scuola, entrando in classe nonostante la presenza di tre collaboratori scolastici, due dei quali donne. Secondo la testimonianza del docente, l’uomo lo ha colpito con uno schiaffo facendolo cadere a terra davanti a tutti gli studenti. Subito dopo, l’aggressore è fuggito con la figlia.

Il professore è stato soccorso dal 118 e portato in ospedale, dove ha ricevuto cure e dimissione con sette giorni di prognosi. “Tornerò certamente a scuola – ha dichiarato ancora sotto choc – ma al momento ho paura e non mi sento ancora in grado di farlo”.

La reazione della scuola

Il dirigente scolastico, Lanfranco Barisano, ha sottolineato che si è trattato di un’azione fulminea e che il genitore ha approfittato dell’apertura momentanea della porta dell’istituto. Il preside ha annunciato l’attivazione di incontri con genitori e alunni, insieme a tutte le procedure necessarie a tutela dei ragazzi ancora scossi dall’accaduto.

I docenti hanno ribadito l’importanza della formazione umana e della crescita degli studenti, sottolineando che episodi del genere non devono compromettere il rapporto fiduciario tra scuola e famiglie. “Ai genitori – ha aggiunto il docente aggredito – vorrei dire che dovrebbero sostenere i docenti: il nostro obiettivo non è punire, ma aiutare i ragazzi a migliorare”.

Le indagini sono ora affidate ai carabinieri, che cercano di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e identificare l’autore del gesto.

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