
L’oro che entra nella storia parla olandese: Xandra Velzeboer conquista i 1.000 metri e firma il secondo oro ai Giochi, dopo quello già vinto nei 500 metri. Una doppietta che la proietta tra le icone assolute di questa Olimpiade e la consacra definitivamente tra le regine dello short track mondiale.
Per l’Italia resta invece l’amaro in bocca: Arianna Fontana chiude quarta, ai piedi del podio. Una finale combattutissima, decisa in pochi metri e in un contatto che ha spezzato le ambizioni azzurre proprio nel momento cruciale.
Fontana era partita forte, seconda nelle prime fasi di gara, ben piazzata e pronta a giocarsi le medaglie. Poi l’attacco interno di Velzeboer, chirurgico e potente, ha cambiato gli equilibri. Nel tentativo di difendere la posizione, l’azzurra si è toccata con la cinese Gong Li, perdendo metri preziosi.
La delusione di Arianna Fontana
Delusa, dispiaciuta, contrariata. Arianna Fontana non è salita sul podio nella finale dei 1000 metri dello short track per un contatto giudicato regolare. “Sorrido per non piangere, sono tanto arrabbiata, mi ha sportellata alla grande”. Quando sono entrata in contatto ero sicura di potermi spingere avanti, al comando. Il mio obiettivo era centrare le finali in tutte le distanze. Adesso – ha spiegato la campionessa azzurre, 13 medaglie olimpiche in carriera – devo far passare questa rabbia e pensare alle prossime gare”.

Quel piccolo vuoto si è rivelato decisivo. Fontana ha provato la rimonta con la grinta che l’ha resa una leggenda olimpica, ma il treno delle medaglie era ormai lanciato. Davanti, oltre a Velzeboer, hanno chiuso la canadese Courtney Sarault, argento, e la coreana Kim Gil-li, bronzo.
La scena, però, è tutta per Velzeboer: dopo l’oro nei 500 metri con tanto di record del mondo (41.399), l’olandese completa l’opera nei 1.000, dimostrando superiorità tecnica, lucidità tattica e una condizione fisica straordinaria. Due distanze diverse, stesso risultato: medaglia d’oro.
Figlia d’arte – il padre Mark rappresentò i Paesi Bassi ad Giochi olimpici invernali di Albertville 1992 – Xandra porta avanti una dinastia del ghiaccio. In famiglia anche le zie Monique e Simone Velzeboer e la sorella Michelle, tutte legate allo short track ad alto livello.

Il talento era emerso già in età giovanile: argento ai Mondiali junior di Montréal 2019 nei 500 metri, poi doppio oro a Bormio 2020 tra 500 metri e staffetta 3.000. Una crescita costante, culminata nel bronzo mondiale nei 1.500 a Dordrecht 2021.
L’affermazione olimpica era arrivata già a Giochi olimpici invernali di Pechino 2022, con l’oro nella staffetta 3.000 metri. Ma è a Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 che Velzeboer compie il salto definitivo: due ori individuali che la fanno entrare nella storia dei Giochi.
Per Fontana resta la delusione di un quarto posto che brucia, soprattutto per come è maturato. Ma lo sport è anche questo: un contatto, una traiettoria, un attimo. E mentre l’Italia mastica amaro, il ghiaccio incorona una nuova sovrana: Xandra Velzeboer, la donna dei due ori.


