
Il tram deragliato a Milano è stato rimosso dalla strada e posto sotto sequestro. Le analisi del sangue su alcol e droga effettuate al conducente sono risultate negative. Il tramviere, dimesso dall’ospedale, potrebbe essere iscritto già oggi nel registro degli indagati per omicidio colposo e lesioni nell’inchiesta aperta dalla Procura.
L’incidente è avvenuto in viale Vittorio Veneto, a pochi passi dal centro di Milano. «Ho visto tutto buio», avrebbe raccontato il conducente agli agenti della polizia locale. Prima un dolore alla gamba, poi il mancamento. Il nuovo Tramlink accelera invece di rallentare, supera fermata e semaforo, imbocca la curva verso via Lazzaretto a velocità sostenuta, si inclina. Solo l’impatto contro un albero secolare nello spartitraffico evita il ribaltamento completo, ma la corsa termina contro le vetrine di un palazzo all’angolo.
Il bilancio è drammatico: due morti e 54 feriti. Hanno perso la vita il 59enne Ferdinando Favia e il 56enne senegalese Abdou Karim Touré. Il primo sarebbe stato sbalzato fuori dal convoglio e schiacciato, il secondo, soccorso ancora vivo, è andato in arresto cardiaco poco dopo l’arrivo in ospedale. Un impatto violentissimo, che ha trasformato una corsa mattutina in tragedia.
Il tramviere, 60 anni e quasi 35 di servizio in Atm, è stato ricoverato al Niguarda con un trauma cranico e dimesso in serata con una prognosi di venti giorni. Gli esami tossicologici di rito hanno dato esito negativo, ma gli inquirenti vogliono capire se un malore improvviso possa aver causato la perdita di controllo del mezzo. L’ipotesi di reato è pesante e l’iscrizione nel registro degli indagati appare imminente.

La Procura ha affidato il fascicolo alla pm Elisa Calanducci e al procuratore Marcello Viola. Gli investigatori della polizia locale, guidati dal comandante Gianluca Mirabelli, stanno ricostruendo la dinamica nei dettagli. Acquisite le immagini delle telecamere di strada e di bordo, oltre ai dati della “scatola nera” del tram. Sotto esame anche il cellulare del conducente, per verificare eventuali distrazioni.
Verifiche tecniche sono in corso sui sistemi di sicurezza del convoglio. Lo scambio ferroviario, inizialmente finito tra i possibili sospetti, è risultato funzionante ed è stato escluso dalle cause. Il mezzo, ora sotto sequestro, sarà analizzato per chiarire eventuali guasti meccanici o anomalie elettroniche.
Negli ospedali milanesi restano ricoverati almeno quattro feriti in condizioni gravi, ma nessuno è in pericolo di vita. Due pazienti sono in Neurorianimazione al Policlinico, uno in Terapia intensiva al San Raffaele, un altro in Chirurgia al Fatebenefratelli. Dieci persone sono in osservazione, gli altri dimessi, compreso un bambino di 15 mesi. Tra chi resta in corsia c’è anche la compagna di Favia.
Le operazioni di recupero del tram sono andate avanti per tutta la notte. Alle 4.30 i tecnici sono riusciti a rimettere il convoglio sui binari e a trascinarlo via dalla facciata del palazzo colpito, ora oggetto di verifiche strutturali. Le famiglie dello stabile sono state evacuate e ospitate in un albergo. Sull’asfalto restano i segni dell’impatto e due mazzi di fiori lasciati da Atm in memoria delle vittime.
«Continuiamo a collaborare per fare piena luce», ha dichiarato l’amministratore delegato di Atm Alberto Zorzan. Sul luogo della tragedia si è recato anche il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: «Non è il momento di cercare colpe». I sindacati parlano di sgomento. Ma in città, tra choc e domande ancora aperte, resta una certezza: servirà un’indagine rapida e trasparente per restituire fiducia e verità dopo il deragliamento del tram a Milano.


