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Crosetto avverte: “Temo effetti sui prezzi, e l’aumento dei trasporti fino al 40%”

Pubblicato: 02/03/2026 16:20

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo cruciale per l’economia globale: attraverso questo passaggio marittimo transita circa il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, oltre a più del 30% del commercio globale di GNL. Numeri che ne fanno una delle principali arterie energetiche del pianeta.

Il valore strategico dello stretto, situato tra Iran e Oman, è legato alla sua funzione di collegamento tra il Golfo Persico e il Mar Arabico. Ogni tensione nell’area ha ripercussioni dirette sui mercati energetici internazionali.

A richiamare l’attenzione sui rischi legati a questa area è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto durante un’informativa davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il ministro ha sottolineato la vulnerabilità dell’intero sistema economico globale.

Secondo Crosetto, anche una riduzione parziale del traffico marittimo o una semplice percezione di instabilità è sufficiente a innescare effetti immediati sui prezzi delle materie prime energetiche. Il mercato, ha spiegato, reagisce in tempo reale alle tensioni geopolitiche.

Il primo impatto riguarda il prezzo del petrolio, che tende a salire rapidamente in presenza di rischi sulla continuità delle forniture. Lo stesso avviene per il gas naturale liquefatto, fondamentale per molti Paesi europei e asiatici.

Parallelamente si registra una contrazione dei premi assicurativi legati alle spedizioni marittime, con un conseguente aumento dei costi per le compagnie di navigazione. Le rotte considerate a rischio comportano coperture più onerose e maggiori cautele operative.

Crosetto ha evidenziato come i costi di trasporto possano crescere fino al 30-40% in caso di tensioni prolungate o minacce concrete alla sicurezza della navigazione. Un incremento che si riflette poi lungo tutta la filiera produttiva e commerciale.

L’effetto combinato di rincari energetici e aumento dei costi logistici rischia di tradursi in nuove pressioni inflazionistiche, con ripercussioni dirette su imprese e consumatori. Per questo lo Stretto di Hormuz è considerato un punto nevralgico per la sicurezza energetica globale.

L’informativa del ministro mette dunque in evidenza quanto le crisi regionali possano avere conseguenze sistemiche. In un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti, la stabilità dello Stretto di Hormuz resta una priorità strategica per l’Italia e per l’intera comunità internazionale.

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Ultimo Aggiornamento: 02/03/2026 17:16

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