
I Verdi tedeschi si avviano a vincere le elezioni statali nel Baden-Württemberg, uno dei Länder economicamente più importanti della Germania. Secondo i risultati preliminari, il partito guidato da Cem Özdemir ha ottenuto il primo posto con il 30,3% dei voti, superando di misura l’Unione cristiano-democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz, ferma al 29,7%.
Il voto nel terzo Stato più popoloso del Paese rappresenta un test politico significativo per il governo federale e infligge un duro colpo alla coalizione guidata dai conservatori. Il Baden-Württemberg è infatti una potenza industriale della Germania, sede di grandi gruppi automobilistici come Mercedes-Benz e Porsche.
La vittoria dei Verdi con Özdemir
Il risultato segna una vittoria importante per i Verdi, che si sono presentati alle elezioni con l’ex ministro federale dell’Agricoltura Cem Özdemir come candidato alla guida del Land.
Özdemir è destinato a succedere al popolare premier verde Winfried Kretschmann, 77 anni, che ha deciso di non ricandidarsi dopo oltre un decennio alla guida dello Stato. Kretschmann aveva conquistato il potere nel 2011, trasformando un tradizionale bastione conservatore in uno dei principali laboratori politici dei Verdi in Germania.
Durante la serata elettorale Özdemir ha salutato il risultato con entusiasmo, parlando di “uno straordinario ritorno” davanti ai sostenitori riuniti per festeggiare la vittoria.
La CDU cresce ma non basta
Nonostante l’incremento di voti rispetto alle elezioni precedenti, la CDU non è riuscita a superare i Verdi. Il partito del cancelliere Merz aveva mantenuto un vantaggio nei sondaggi per gran parte della campagna elettorale, ma il recupero finale dei Verdi ha ribaltato le previsioni.
Il candidato conservatore Manuel Hagel, 37 anni, è stato anche al centro di polemiche durante la campagna. Un video del 2018 riemerso nei giorni precedenti al voto, in cui commentava una visita in una classe scolastica composta in larga parte da studentesse, ha alimentato critiche e tensioni politiche.
L’avanzata dell’AfD
Il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) è stato il principale vincitore in termini di crescita elettorale. Con il 18,7% dei voti, il partito si è piazzato al terzo posto quasi raddoppiando il consenso rispetto alle precedenti elezioni.
L’AfD ha capitalizzato il malcontento economico legato alle difficoltà dell’industria automobilistica e al rallentamento del settore manifatturiero nello Stato. Il Baden-Württemberg, tradizionalmente forte nell’industria dell’auto, sta infatti affrontando una fase complessa legata alla transizione energetica e alla concorrenza internazionale.
Il candidato regionale del partito, Markus Frohnmaier, ha rivendicato il risultato definendo l’AfD “la principale forza di opposizione nel sud-ovest della Germania”.
Il crollo storico della SPD
Tra i risultati più pesanti della serata elettorale c’è quello della SPD, che con il 5,6% dei voti registra il peggior risultato della propria storia in elezioni federali o regionali.
La débâcle dei socialdemocratici riflette le difficoltà del partito, già in calo nei sondaggi nazionali e alle prese con il peso della partecipazione alla coalizione di governo guidata dai conservatori.
La co-leader nazionale del partito, Bärbel Bas, ha definito il risultato “una notte elettorale molto amara”.
Il rischio uscita dal parlamento per i liberali
Male anche il Partito liberale democratico (FDP), che secondo i dati preliminari non ha superato la soglia del 5% necessaria per entrare nel parlamento regionale.
Se confermato, sarebbe un risultato senza precedenti per il partito liberale nel Baden-Württemberg e potrebbe aprire una crisi profonda per una formazione storica della politica tedesca del dopoguerra.
Verso una nuova coalizione nel Land
Nonostante la vittoria elettorale, i Verdi non dispongono di una maggioranza autonoma e dovranno ancora una volta cercare un accordo di governo. L’ipotesi più probabile resta una coalizione con la CDU, già partner dei Verdi nell’ultima legislatura.
Il voto nel Baden-Württemberg è il primo di una lunga serie di consultazioni regionali e locali previste nei prossimi mesi in Germania, in quello che viene definito un “Superwahljahr”, un vero e proprio anno elettorale che potrebbe ridefinire gli equilibri politici del Paese.


