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Quelle custodie per cellulari sul tavolo del Consiglio Supremo di Difesa: che cosa sono e a che cosa servono

Pubblicato: 15/03/2026 13:17

Nelle immagini dell’ultima riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduta dal Presidente della Repubblica, i partecipanti hanno riposto i loro telefoni in piccole custodie scure note come Faraday bag. Questi dispositivi isolano completamente gli smartphone da qualsiasi segnale esterno, proteggendo le informazioni sensibili.

Il dettaglio colpisce perché mostra quanto sia cambiata la concezione di sicurezza. Se una volta la minaccia principale erano microspie o registratori nascosti, oggi il primo oggetto potenzialmente pericoloso è spesso il telefono personale, che può raccogliere dati, ascoltare conversazioni o trasmettere informazioni.

Il Consiglio Supremo di Difesa è uno degli organi più delicati dello Stato italiano. Presieduto dal Capo dello Stato, riunisce il Presidente del Consiglio, alcuni ministri e i vertici politico-militari. Almeno due volte l’anno affronta temi strategici legati alla difesa, coordinando le attività militari e di sicurezza nazionale.

Il rischio derivante dagli smartphone è concreto: si tratta di computer portatili con microfoni, fotocamere, sensori, Wi-Fi, Bluetooth, GPS e antenne cellulari. Raccogliendo dati sulle reti utilizzate e sugli spostamenti, un telefono compromesso potrebbe captare audio ambientale, localizzare partecipanti e comunicare con l’esterno senza essere rilevato.

Spegnere il telefono non è sufficiente. Nei dispositivi moderni alcune componenti continuano a funzionare anche a telefono spento, come i chip per comunicazioni cellulari, Wi-Fi, Bluetooth e localizzazione. Questi sistemi operano spesso indipendentemente dal sistema operativo, rendendo la schermatura fisica una misura di sicurezza necessaria.

Le Faraday bag sfruttano il principio della gabbia di Faraday, un involucro conduttivo che blocca i campi elettromagnetici. All’interno della custodia, lo smartphone non riceve né trasmette segnali: non aggancia la rete cellulare, il Wi-Fi, il Bluetooth né il GPS. Anche acceso, il dispositivo è isolato e inattivo dal punto di vista delle comunicazioni.

L’utilizzo di queste custodie consente di prevenire rischi come l’ascolto ambientale, sfruttando microfoni incorporati negli smartphone. In contesti ad alta sensibilità, come riunioni strategiche o discussioni sulla sicurezza nazionale, è fondamentale eliminare ogni possibilità di trasmissione involontaria di informazioni.

Oltre alla protezione dalle intercettazioni, le Faraday bag rappresentano un approccio preventivo. Non si tratta di contrastare un dispositivo già compromesso, ma di impedire qualsiasi interazione con reti esterne. Questo principio di isolamento totale è essenziale per uffici e apparati che gestiscono dati critici, dove anche un piccolo rischio va eliminato.

In un mondo sempre più digitale, in cui integrazione e connettività sono la norma, le custodie schermanti dimostrano come sicurezza e tecnologia possano coesistere: riducendo vulnerabilità senza compromettere la funzionalità dei dispositivi quando non sono in ambienti sensibili.

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