
L’arcipelago delle Hawaii sta affrontando una prova senza precedenti, travolto da quella che gli esperti non esitano a descrivere come una catastrofe storica. “Le peggiori degli ultimi 20 anni”: così sono state etichettate le inondazioni che hanno flagellato le isole nelle scorse ore, trasformando il paradiso tropicale in un teatro di emergenza continua. Sull’isola di Oahu, la furia degli elementi ha costretto i soccorritori a un lavoro estenuante: più di 230 persone sono state tratte in salvo dopo che piogge torrenziali si sono abbattute su terreni ormai saturi. Nonostante la gravità della situazione, il bilancio fortunatamente non registra vittime o dispersi, anche se una decina di persone ha necessitato del ricovero ospedaliero per ipotermia.
L’allerta per la diga di Wahiawa e i danni miliardari
Il governatore Josh Green ha delineato un quadro economico drammatico, stimando danni potenziali superiori a 1 miliardo di dollari. La furia delle acque fangose ha devastato la North Shore, trascinando via abitazioni e veicoli, colpendo duramente infrastrutture vitali, scuole e persino un ospedale a Maui. Mentre Washington ha già garantito il supporto federale, l’attenzione resta massima per l’evacuazione di circa 5.500 residenti a nord di Honolulu. Il timore più grande riguarda la tenuta della diga di Wahiawa, un’infrastruttura centenaria costruita nel 1906 e considerata ad alto rischio. Il livello del bacino ha sfiorato la soglia critica, alimentando il terrore di un cedimento che avrebbe conseguenze incalcolabili per la popolazione a valle.

