
Il cuore della giungla colombiana si è trasformato in un inferno di fiamme e lamiere, restituendo un bilancio che si fa di ora in ora più drammatico. È salito ad almeno 66 morti e decine di feriti il tragico computo delle vittime a seguito dello schianto di un aereo militare colombiano, un C-130 Hercules, che trasportava complessivamente 125 persone tra soldati e membri dell’equipaggio. Il disastro è avvenuto lunedì mattina, pochi istanti dopo il decollo da Puerto Leguizamo, un’area strategica situata nei pressi del confine meridionale che la Colombia condivide con Ecuador e Perù. Il velivolo, un gigante dei cieli solitamente affidabile, è precipitato improvvisamente spargendo rottami incandescenti in un raggio di centinaia di metri nel fitto della vegetazione amazzonica.
La tragedia nella giungla: 66 vittime accertate tra i militari
Le operazioni di soccorso, rese estremamente difficili dalla morfologia del terreno e dalla fitta boscaglia, hanno permesso di recuperare i primi corpi e prestare aiuto ai superstiti, molti dei quali versano in condizioni critiche. Una fonte militare interna ha confermato l’entità della strage, precisando che «58 soldati sono morti, insieme a sei membri dell’aeronautica e due agenti di polizia». Il dolore colpisce trasversalmente le forze di sicurezza del Paese, che in un solo colpo hanno perso decine di uomini impegnati in operazioni di presidio del territorio. Le immagini che giungono dal sito dell’impatto mostrano una colonna di fumo denso che ancora si leva dai resti della fusoliera, mentre le squadre speciali lavorano senza sosta per identificare le salme e mettere in sicurezza l’area.
Le autorità aeronautiche hanno già aperto un’inchiesta per determinare le cause del crollo. Resta da capire se a provocare la caduta del C-130 sia stato un guasto tecnico improvviso, un errore umano o le proibitive condizioni meteorologiche che spesso caratterizzano quella regione. Al momento, la nazione intera si stringe attorno alle famiglie dei caduti, mentre a Puerto Leguizamo si attende il trasferimento dei feriti verso gli ospedali più attrezzati della capitale.

