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Sugo ritirato dai supermercati italiani, marca famosa: cos’hanno trovato nei vasetti

Pubblicato: 25/03/2026 18:58

Un nuovo allarme scuote il settore del biologico proprio in queste ore. Al centro del mirino c’è un noto condimento vegetale che ha fatto scattare le procedure di emergenza in numerosi punti vendita su tutto il territorio nazionale. La segnalazione riguarda nello specifico il ragù di soia da agricoltura biologica commercializzato con il marchio “Cereal Terra”, venduto nei classici vasetti di vetro da 190 grammi. Il motivo del ritiro è un rischio fisico non trascurabile per i consumatori: la possibile presenza di corpi estranei all’interno delle confezioni, un’eventualità che ha spinto l’azienda produttrice a muoversi con la massima tempestività per evitare incidenti.

L’allerta è stata diramata ufficialmente oggi, 25 marzo 2026, dalla catena di supermercati NaturaSì. È interessante notare come la comunicazione sia partita direttamente dai canali della catena distributiva, mentre sul portale del Ministero della Salute dedicato ai richiami alimentari non sia ancora apparsa la notifica formale. Il provvedimento è stato adottato in via precauzionale dalla ditta Cereal Terra s.r.l., che produce il sugo nel proprio stabilimento di Ciriè, situato nella città metropolitana di Torino. Una scelta che dimostra la volontà del produttore di tutelare i propri clienti prima ancora che intervengano le autorità centrali.

Corpi estranei nel sugo bio: i dettagli del lotto coinvolto

Per chi avesse fatto scorta di sughi pronti nelle ultime settimane, è fondamentale controllare attentamente la propria dispensa. Il lotto oggetto del richiamo è facilmente identificabile attraverso il termine minimo di conservazione, che in questo caso è fissato al 14 gennaio 2028. Secondo quanto riportato nell’avviso datato 24 marzo, il pericolo è rappresentato dalla possibile presenza di «piccoli corpi estranei di grandezza inferiore ai 2 millimetri». Nonostante le dimensioni ridotte, la loro natura ignota rende il consumo del prodotto potenzialmente dannoso.

Sebbene i vasetti siano già stati rimossi dagli scaffali dei negozi, il rischio che alcune confezioni si trovino già nelle case degli italiani è concreto. La raccomandazione ufficiale rivolta ai consumatori è perentoria: «non consumare il sugo con il termine minimo di conservazione sopra indicato e di restituire le confezioni al punto vendita d’acquisto». Questo episodio si aggiunge a una scia di allerte recenti che hanno colpito diversi prodotti, dai casi di contaminazione esteri fino ai richiami per metalli o solfiti eccessivi, confermando quanto sia alta l’attenzione sulla filiera alimentare in questo inizio d’anno.

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