
L’Italia di Gennaro Gattuso ha appena archiviato la pratica Irlanda del Nord con un solido 2-0, ma a far tremare i polsi non è il risultato sul campo, bensì quanto accaduto nelle viscere del Gewiss Stadium di Bergamo. Mentre gli azzurri celebravano il successo, un video rubato nel post-partita e trasmesso in diretta dalla Rai è diventato un caso diplomatico internazionale. Le immagini mostrano i leader dello spogliatoio — tra cui Dimarco, Vicario, Meret e il giovane Pio Esposito — letteralmente incollati a uno schermo per seguire l’epilogo dei calci di rigore tra Galles e Bosnia. Al momento del penalty decisivo che ha premiato la selezione di Edin Dzeko, l’esultanza è stata collettiva e fragorosa. Un entusiasmo che ha gelato i commentatori in studio, consapevoli che festeggiare la prospettiva di affrontare la Bosnia martedì 31 marzo 2026 potesse essere interpretato come un pericoloso segnale di presunzione.
Autogol mediatico in Rai: la furia di Adani e il caso Bosnia
L’episodio ha scatenato un vero e proprio terremoto durante il collegamento tra Alessandro Antinelli, Andrea Stramaccioni, Alberto Rimedio e Lele Adani. Non appena le immagini dell’esultanza di Dimarco e compagni sono andate in onda, la tensione in diretta è diventata palpabile. Rimedio ha provato a invocare il silenzio: “Non diciamolo, non diciamolo, silenzio”, ma è stato Adani a perdere la pazienza, bacchettando apertamente la regia: “Ragazzi, avevamo detto di non farli vedere, poi li inquadrate quando esultano, bisogna esultare martedì”. Un monito severo che sottolinea il rischio di sottovalutare l’avversario in un match da dentro o fuori per il Mondiale. Antinelli ha tentato di smorzare i toni: “Lele abbiamo fatto 20 minuti di televisione immaginifica”, portando Adani a chiudere con un sarcastico: “Non è stato un brutto siparietto questo eh, devo dire che sono stati bravi”.
Tuttavia, il danno d’immagine è ormai compiuto. All’estero la reazione è stata durissima e le testate bosniache parlano apertamente di mancanza di rispetto. Il video sta fungendo da propellente psicologico per la squadra di Dzeko, che vede in quell’esultanza la prova che l’Italia consideri la Bosnia un avversario di serie B. Per una Nazionale che viene da due edizioni mondiali mancate, questo peccato di hybris rischia di trasformarsi in un boomerang clamoroso. Dopo il trauma della Svezia, questo “autogol preventivo” via cavo potrebbe essere la scintilla capace di trasformare la trasferta di martedì in un inferno sportivo.

