
Il terremoto politico scatenato dagli ultimi eventi referendari inizia a mostrare i suoi effetti reali nelle tasche del consenso dei partiti italiani. L’ultima rilevazione firmata Noto fotografa un momento di estrema fragilità per la maggioranza, con Fratelli d’Italia che segna il passo. Per il partito della premier, il periodo attuale è tutt’altro che sereno: tra una campagna referendaria definita “disastrosa” e una sconfitta bruciante alle urne, i consensi scivolano al 29% (-0,5%). Non sembrano aver sortito l’effetto sperato le recenti epurazioni tattiche; dopo la doccia fredda del voto, Meloni ha ottenuto le dimissioni di figure chiave come il sottosegretario Andrea Delmastro, la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e la ministra Daniela Santanchè. Tuttavia, la fuga degli elettori suggerisce che rimpasti e allontanamenti non bastino a sanare la ferita aperta con la base.
Il recupero della Lega e l’avanzata del campo progressista
Mentre il primo partito arranca, il resto del centrodestra mostra segni di vitalità inaspettati. La Lega mette a segno un recupero importante, guadagnando un punto e salendo all’8%, tallonando nuovamente Forza Italia che, pur crescendo, si attesta all’8,5%. La vera “boccata d’aria fresca” arriva però dall’opposizione, galvanizzata dall’esito dei quesiti referendari. Il Partito Democratico balza al 22% (+0,5%), accorciando sensibilmente la distanza con FdI e guidando la riscossa del campo progressista. Anche il Movimento 5 Stelle ingrana la marcia, posizionandosi al 13%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra subisce una lieve flessione fermandosi al 6%. Nel sottobosco dei partiti minori, si segnala il movimento di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che tocca la soglia del 3%, la stessa quota raggiunta da Azione di Carlo Calenda: entrambi manterrebbero così la possibilità di entrare in Parlamento in caso di elezioni anticipate. Resta al palo Italia Vivadi Matteo Renzi, ferma a un risicato 2%.
Spostando lo sguardo sulla leadership della coalizione di centrosinistra, il sondaggio Noto non lascia spazio a dubbi: Giuseppe Conte rimane l’uomo da battere. In un’ipotesi di primarie del campo largo, il leader pentastellato incasserebbe il 43% delle preferenze, staccando Elly Schlein ferma al 37% e Angelo Bonelli al 12%. È interessante notare la fedeltà interna: se la segretaria dem gode del 70% tra i suoi elettori, Conte è un vero monolite per i Cinque Stelle con il 95% dei consensi.

