
Il genio visionario e controverso di Elon Musk apre le porte ai talenti del Belpaese, trasformando il salotto di casa in una succursale dell’intelligenza artificiale più discussa del momento. A lanciare il sasso nello stagno è stato Andrea Stroppa, informatico classe 1994 e uomo di fiducia del miliardario in Italia, che attraverso un post su X ha svelato una caccia al tesoro professionale senza precedenti. La società xAI sta cercando collaboratori italiani per un impiego interamente da remoto, con una paga che fa gola: circa 260 euro al giorno. Il compito? Affinare i “sensi” visivi di Grok, il chatbot ribelle di Musk, fornendo «etichette, annotazioni e input su progetti che coinvolgono immagini e contenuti multimediali». Le figure ricercate spaziano dai fotografi ai designer, fino agli esperti di video, 3D e post-produzione. Ma non finisce qui: Stroppa ha anticipato che a breve la chiamata alle armi digitali potrebbe estendersi anche agli ambiti finanziario e umanistico.
I requisiti per diventare i “tutor” di Grok
Per entrare nell’orbita di Musk non servono uffici lussuosi, ma una connessione solida e le giuste specifiche tecniche. I candidati devono possedere una fluente conoscenza dell’inglese e un hardware aggiornato: si va dal Mac con macOS 11.0 ai PC con Windows 10, fino ai Chromebook. La libertà è la parola d’ordine, dato che le ore di lavoro varieranno in base al progetto e alla disponibilità, senza vincoli di impegno fisso. È il ruolo degli annotatori umani, veri e propri insegnanti che selezionano e analizzano le informazioni su cui il sistema viene addestrato per gestire richieste sempre più complesse.
Fondata nel 2023 per sfidare il dominio di OpenAI, xAI ha bruciato le tappe integrando Grok direttamente su X. Nonostante il successo, il percorso è stato costellato di polemiche per risposte ritenute razziste o antisemite e per la facilità con cui l’IA generava immagini esplicite. Eppure, Musk non arretra, anzi rilancia, integrando xAI persino con SpaceX per applicare l’intelligenza artificiale ai sogni aerospaziali. L’Italia, con la sua storica creatività visiva, diventa così un tassello fondamentale per insegnare alla macchina come interpretare il mondo, trasformando professionisti locali in architetti della mente artificiale globale.

