
La serata del Venerdì Santo al Teatro La Fenice, a Venezia, si è aperta con un clima di forte tensione, ben lontano dall’atmosfera solenne attesa per l’appuntamento musicale. Poco prima dell’inizio del concerto, parte del pubblico ha dato vita a una protesta rumorosa contro il sovrintendente Nicola Colabianchi, chiedendone a gran voce le dimissioni.
Il dissenso è esploso improvvisamente, trasformando la platea in un coro compatto. Da un primo grido isolato si è passati in pochi istanti a una contestazione diffusa, accompagnata da applausi ritmati e dal lancio di volantini dai palchi. Una scena insolita per uno dei templi della musica lirica italiana, che ha preceduto l’ingresso degli artisti sul palco.
La contestazione prima del concerto
L’episodio si è verificato poco prima dell’esecuzione del concerto diretto dal maestro Michael Hofstetter, al suo debutto alla guida dell’orchestra e del coro della Fenice. L’ingresso dei musicisti era stato accolto inizialmente da una lunga ovazione, segno di apprezzamento da parte del pubblico.
Subito dopo, però, il silenzio della sala è stato interrotto da un urlo proveniente dalla platea: «Colabianchi dimettiti». In pochi secondi la protesta si è allargata, coinvolgendo numerosi spettatori che hanno scandito in coro «Dimissioni, dimissioni», rendendo impossibile ignorare il malcontento diffuso.
Il ruolo del comitato Fenice Viva
Alla base della contestazione c’è la mobilitazione del Comitato Fenice Viva, formato da abbonati storici e frequentatori abituali del teatro. Già prima dell’inizio dello spettacolo, alcuni sostenitori avevano distribuito volantini all’esterno e all’interno della struttura, denunciando quella che definiscono una gestione «arrogante e autoritaria» del sovrintendente.
Il gruppo, nato nei mesi scorsi, sostiene le posizioni dell’orchestra e del coro, che da tempo esprimono perplessità su alcune scelte artistiche e organizzative. In particolare, viene contestata la direzione intrapresa dalla nuova gestione, ritenuta non in linea con la tradizione e il prestigio dell’istituzione veneziana.
Al centro la nomina di Beatrice Venezi
Il punto più critico riguarda la decisione di nominare Beatrice Venezi come nuova direttrice musicale a partire dal prossimo ottobre. Una scelta che ha diviso profondamente l’ambiente interno al teatro.
Parte dei musicisti, infatti, giudica il curriculum della direttrice non adeguato al livello della Fenice, alimentando un clima di tensione che ora si riflette anche tra il pubblico. La protesta andata in scena durante la serata del Venerdì Santo rappresenta così l’ultimo episodio di uno scontro che appare tutt’altro che risolto.


