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Basilicata, frane e allagamenti: Bardi chiede lo stato di emergenza nazionale

Pubblicato: 04/04/2026 21:15

L’ondata di maltempo che ha colpito la Basilicata negli ultimi giorni ha lasciato dietro di sé una situazione definita dalle istituzioni regionali come “crisi estesa e sistemica”. Di fronte ai danni diffusi e alle criticità ancora in atto, il presidente della Regione Vito Bardi ha formalmente richiesto al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, scrivendo al ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
Le intense e persistenti precipitazioni hanno infatti messo in ginocchio ampie aree del territorio lucano, con conseguenze rilevanti sia sul piano della sicurezza sia su quello economico e produttivo.

Oltre metà dei Comuni coinvolti, attivati i centri di emergenza

I dati raccolti dagli uffici regionali restituiscono un quadro particolarmente critico. Su 131 Comuni della Basilicata, ben 55 hanno già segnalato problemi di natura idraulica e idrogeologica, mentre in 61 centri sono stati attivati i Centri operativi comunali (Coc) per gestire l’emergenza.

Il sistema regionale di protezione civile è impegnato in un coordinamento costante con le Prefetture di Potenza e Matera, nel tentativo di monitorare l’evoluzione della situazione e garantire interventi tempestivi nelle aree più colpite.

Secondo quanto riferito dalla Regione, si tratta di un evento eccezionale per intensità e diffusione, con effetti che interessano contemporaneamente diversi territori e che stanno mettendo a dura prova la capacità di risposta locale.

Frane, esondazioni e centri isolati

Le piogge abbondanti hanno provocato esondazioni in più punti dei principali corsi d’acqua, oltre che lungo il reticolo idraulico secondario. A questo si aggiungono numerosi episodi di frane e smottamenti che stanno interessando sia le arterie provinciali sia quelle comunali.

In diversi casi, le criticità hanno portato all’isolamento di frazioni e piccoli centri abitati, complicando ulteriormente le operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione.

Non mancano neppure i danni alle abitazioni private: in alcuni Comuni, infatti, gli smottamenti hanno reso necessario lo sgombero di alcune case, per garantire la sicurezza dei residenti.

Agricoltura in ginocchio e danni alle attività produttive

Particolarmente pesante è l’impatto sul comparto agricolo, già provato da condizioni climatiche difficili negli ultimi mesi. Le piogge violente e gli allagamenti diffusi hanno causato gravi danni ai campi coltivati e alle attività produttive, compromettendo raccolti e infrastrutture rurali.

Si tratta di un elemento centrale nella richiesta avanzata dalla Regione, che sottolinea come la portata dei danni rischi di avere ripercussioni durature sull’economia locale, soprattutto nelle aree a maggiore vocazione agricola.

“Risorse insufficienti”: la richiesta di intervento dello Stato

Nella lettera indirizzata al Governo, il presidente Bardi ha evidenziato come le risorse regionali non siano più sufficienti a fronteggiare un’emergenza di questa portata, che coinvolge gran parte delle province di Potenza e Matera.

Da qui la necessità di un intervento straordinario dello Stato, finalizzato a garantire una risposta efficace e tempestiva. L’obiettivo è quello di attivare strumenti e fondi adeguati per affrontare l’emergenza in tutte le sue fasi.

Gli obiettivi dello stato di emergenza

La richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza punta a ottenere una serie di interventi concreti. In primo luogo, l’assistenza alle popolazioni colpite e il ripristino dei servizi essenziali nelle aree danneggiate.

Parallelamente, si punta ad avviare una ricognizione dettagliata dei danni e a sbloccare risorse finanziarie straordinarie per la messa in sicurezza del territorio.

Un altro obiettivo fondamentale riguarda il ristoro dei danni subiti da Comuni, imprese e in particolare dal settore agricolo, tra i più colpiti da questa fase di maltempo.

Una situazione che resta in evoluzione e che continua a essere monitorata con attenzione, mentre la Regione attende una risposta dal Governo per affrontare una delle emergenze più rilevanti degli ultimi anni.

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Ultimo Aggiornamento: 04/04/2026 21:25

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