
La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele entra in una fase nuova, più esplicita e più pericolosa, segnata da un linguaggio che non lascia più spazio all’ambiguità diplomatica. Donald Trump ha lanciato un ultimatum diretto a Teheran: 48 ore per riaprire lo Stretto di Hormuz o accettare un accordo, altrimenti “si scatenerà l’inferno”. È un salto di livello netto, perché per la prima volta la minaccia americana si traduce in una scadenza precisa e in una richiesta operativa immediata. La risposta iraniana è arrivata nelle stesse ore, con toni speculari: “l’intera regione diventerà un inferno per voi”. Non è più solo uno scontro militare, ma una guerra di parole che prepara scenari concreti, con un’escalation che sembra ormai programmata.
Sul campo, intanto, il conflitto continua a espandersi lungo tutte le direttrici già aperte: attacchi incrociati tra Iran e Israele, raid su Beirut, esplosioni a Teheran e il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti con jet abbattuti e operazioni di recupero in territorio ostile. Il nodo centrale resta però lo Stretto di Hormuz, snodo decisivo per l’energia globale e ormai cuore simbolico della crisi. Washington lo considera una linea rossa, Teheran uno strumento di pressione strategica. Attorno a questo passaggio si stanno ridefinendo gli equilibri militari, economici e geopolitici, mentre le diplomazie restano paralizzate e il rischio di una guerra regionale su larga scala si fa ogni ora più concreto.
22:08 – Iran minaccia Stati Uniti e Israele
L’Iran ha avvertito Stati Uniti e Israele che “l’intera regione diventerà un inferno per loro” se l’escalation militare dovesse proseguire. Lo riportano i media iraniani, ripresi dal Telegraph. Un portavoce ha dichiarato che “se l’aggressione si estenderà, l’intera regione si trasformerà in un inferno per voi”, aggiungendo che “l’illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell’Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete”. La presa di posizione arriva dopo le minacce lanciate oggi da Donald Trump, che ha parlato di “inferno” sull’Iran nel caso in cui lo Stretto di Hormuz non venga riaperto entro lunedì.
17:52 – Missili in pieno centro in Israele
L’Iran ha lanciato oggi diverse salve di missili balistici e testate a grappolo contro il centro di Israele, causando ingenti danni strutturali ad abitazioni, reti elettriche e infrastrutture stradali in città come Ramat Gan, Bnei Brak e Tel Aviv. Gli attacchi, che hanno colpito anche le vicinanze del quartier generale delle Forze di Difesa Israeliane e causato un incendio in una zona industriale a sud di Beersheba, hanno provocato il ferimento lieve di almeno sei persone. In un clima di altissima tensione internazionale, segnato da arresti negli Stati Uniti e minacce di ritorsioni da parte di Donald Trump, l’offensiva ha generato interruzioni di corrente e danni a veicoli e scuole, senza tuttavia registrare vittime al momento della redazione.

16:47 – Mosca: “Raid su Bushehr è un’azione nefasta”
La Russia ha condannato duramente l’attacco che ha colpito un settore della centrale nucleare di Bushehr, definendolo “un’azione nefasta”.
In una nota ufficiale, la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi contro le infrastrutture nucleari iraniane, sottolineando la gravità dell’episodio anche alla luce della presenza di personale russo, in gran parte già evacuato.
16:35 – Mosca: evacuati 198 dipendenti russi dalla centrale di Bushehr
È iniziata questa mattina l’evacuazione del personale russo impiegato nella centrale nucleare di Bushehr, in Iran. A comunicarlo è stato l’amministratore delegato di Rosatom, Alexei Likhachev, parlando ai giornalisti a Ekaterinburg.
Secondo quanto riferito, il trasferimento è partito pochi minuti dopo l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele. Un convoglio di autobus ha lasciato il sito nucleare diretto verso il confine con l’Armenia, con a bordo 198 persone.
16:16 – Trump: “Iran ha 48 ore per un accordo o si scatenerà l’inferno”
Nuovo ultimatum degli Stati Uniti all’Iran. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Teheran ha 48 ore di tempo per raggiungere un accordo o riaprire lo Stretto di Hormuz, minacciando in caso contrario una dura escalation militare.
“Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per fare un accordo o aprire lo stretto di Hormuz? Il tempo sta per scadere: 48 ore prima che si scateni l’inferno su di loro. Gloria a Dio!”, ha scritto Trump sul suo social Truth. L’avvertimento si inserisce in un contesto di tensione crescente nel Golfo, con il controllo dello Stretto di Hormuz – snodo cruciale per il traffico energetico globale – al centro dello scontro tra Washington e Teheran.
14:10 – Iran: missile cade vicino centrale Bushehr, un morto
Un missile è precipitato nelle vicinanze della centrale nucleare di Bushehr, nell’Iran occidentale, provocando la morte di un addetto alla sicurezza dell’impianto. La notizia è stata diffusa dalla Tass, che cita l’Agenzia iraniana per l’energia atomica. Secondo quanto riferito, “gli impianti principali non sono stati danneggiati”.

12:27 – Cbs: per cercare il pilota F-15 schierati i “coltellini svizzeri” dell’aeronautica Usa
Per individuare il pilota dell’F-15 statunitense abbattuto dall’Iran, sono state mobilitate squadre altamente specializzate di ricerca e soccorso in combattimento. Le unità operano a bordo di elicotteri Blackhawk e vengono definite i “coltellini svizzeri” dell’aeronautica Usa. A spiegarlo alla Cbs è stato un ex comandante dei Pararescue Jumpers dell’aeronautica militare americana. Secondo quanto riferito, nel caso in cui il disperso si trovi in una zona non raggiungibile dagli elicotteri, i soccorritori possono lanciarsi con il paracadute da un velivolo e proseguire a piedi. Una volta sul posto, il loro compito è stabilire un contatto con il membro dell’equipaggio, fornirgli assistenza sanitaria se necessario, evitare o contenere eventuali minacce nemiche e accompagnarlo in un punto sicuro per l’evacuazione. Definire il loro lavoro “estremamente pericoloso” è riduttivo, ha affermato il comandante.
12:17 – Media Teheran: nuovo attacco Houthi su Israele
Nuove tensioni sul fronte mediorientale, con gli Houthi tornati a colpire Israele. A riferirlo è l’agenzia iraniana Tasnim. “Hezbollah ha preso di mira Kiryat Shmona con i suoi missili”, si legge nel dispaccio, mentre “anche le forze yemenite di Ansarullah (gli Houthi, ndr) hanno colpito i territori occupati con i droni”.
12:14 – Meloni in Qatar dopo l’Arabia Saudita: missione nel Golfo per energia e sicurezza
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a Doha, in Qatar, dopo la tappa in Arabia Saudita dove ha incontrato Mohammed bin Salman, e oggi vedrà l’emiro Tamim bin Hamad Al Thani nell’ambito di una missione nel Golfo incentrata sulla sicurezza energetica. L’obiettivo del viaggio è rafforzare i rapporti con i Paesi alleati e garantire all’Italia approvvigionamenti energetici stabili, affrontando anche temi strategici come la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e il consolidamento della cooperazione economica e di difesa con i partner della regione.
10:17 – Iran: raid Israele-Usa su impianti petrolchimici a sud-ovest
Un attacco congiunto israelo-americano ha colpito gli impianti petrolchimici iraniani di Bandar Imam e Abu Ali, situati nel sud-ovest del Paese. La conferma arriva dal vice responsabile della sicurezza del governatore del Khuzestan, citato dall’agenzia Tasnim. “Potenti esplosioni si sono verificate nella Zona petrolchimica speciale di Mahshahr”, riferisce invece l’agenzia Fars, che cita il vice governatore regionale. Secondo la stessa fonte, l'”attacco israelo-americano” ha interessato tre aziende, mentre per Tasnim “l’entità dei danni rimane sconosciuta”. Il bilancio provvisorio parla di cinque feriti. Intanto, un portavoce dell’Organizzazione della Zona economica speciale petrolchimica ha annunciato l’evacuazione completa del personale da tutte le strutture industriali dell’area, incluso l’impianto di Yeghe a Mahshahr.
10:08 – Cnn: ancora disperso il pilota Usa. L’Iran parla di novità per dargli la caccia
Il pilota americano dell’F-15 abbattuto resta disperso, mentre da Teheran arrivano segnali su nuove strategie militari per intercettare i velivoli nemici. A riportarlo è la Cnn, rilanciando le dichiarazioni di un generale iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea, l’Iran starebbe utilizzando “nuove tattiche” e sistemi avanzati per “dà la caccia” agli aerei statunitensi. Le parole arrivano dopo l’abbattimento di un F-15 in territorio iraniano e il danneggiamento di un A-10 Thunderbolt II, precipitato fuori dai confini del Paese. Per Elhami, quanto accaduto è il “risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea” della Repubblica Islamica. Nessun dettaglio ulteriore sulle innovazioni, ma il generale parla di “confusione e disorientamento per il nemico”. I militari iraniani, secondo quanto riportato anche da al-Jazeera, sarebbero pronti a organizzare imboscate contro “jet e droni del nemico”.
06:25 – Coinvolti caschi blu, feriti in Libano
Tre peacekeeper dell’ONU sono rimasti feriti in un’esplosione avvenuta all’interno di una struttura delle Nazioni Unite nel sud del Libano, vicino a El Adeisse. Si tratta di militari indonesiani, due dei quali risultano in condizioni gravi dopo essere stati trasportati d’urgenza in ospedale. L’episodio arriva a pochi giorni dalla morte di altri caschi blu dello stesso Paese, sempre nella stessa area, e conferma la crescente vulnerabilità della missione Unifil, sempre più esposta al fuoco incrociato tra Israele e Hezbollah.
05:29 – Minacce iraniane sul Bab el-Mandeb
Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha evocato apertamente la possibilità che anche lo stretto di Bab el-Mandeb venga coinvolto nella crisi, sottolineando il peso strategico di questo passaggio per il commercio globale di petrolio, gas e materie prime. Le sue parole arrivano mentre gli Houthi, alleati di Teheran nello Yemen, hanno già dimostrato di poter colpire le rotte nel Mar Rosso. Il messaggio è chiaro: l’Iran può estendere la pressione ben oltre Hormuz, mettendo a rischio più corridoi energetici contemporaneamente.
05:13 – Hezbollah attacca con droni
Hezbollah ha rivendicato un attacco con uno squadrone di droni contro le caserme israeliane di Liman, a nord di Nahariya. L’operazione, avvenuta poco dopo la mezzanotte, conferma l’intensificazione delle azioni sul fronte libanese e l’utilizzo sempre più sistematico di droni offensivi. Si tratta di un cambio di scala che costringe Israele a difendere contemporaneamente più fronti, con una pressione crescente sulla difesa aerea.
03:13 – Bombardamenti su Beirut
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati colpiti da almeno due bombardamenti all’alba, con forti esplosioni e colonne di fumo visibili in diverse zone della città. L’esercito israeliano ha confermato di aver preso di mira infrastrutture di Hezbollah, segnando un ulteriore salto nell’intensità delle operazioni. La capitale libanese torna così al centro del conflitto, con il rischio di una nuova escalation urbana.
02:34 – Attacco nascosto all’ambasciata Usa
Secondo il Wall Street Journal, un attacco con droni iraniani contro l’ambasciata americana a Riyadh, avvenuto il mese scorso, avrebbe causato danni molto più gravi di quanto inizialmente dichiarato. I droni avrebbero colpito direttamente il complesso diplomatico, penetrando le difese e danneggiando diversi piani dell’edificio, inclusa un’area sensibile legata alla Cia. Il retroscena alimenta i dubbi sulla reale vulnerabilità degli asset americani nella regione.
02:15 – Esplosioni a nord di Teheran
Pesanti attacchi aerei sono stati segnalati nella zona nord di Teheran, con numerose esplosioni e incendi che hanno scosso la capitale iraniana. Testimonianze raccolte sul posto parlano di detonazioni ravvicinate e di un clima di forte incertezza tra la popolazione. La capitale entra così direttamente nel raggio operativo delle operazioni militari.
02:08 – Missili su Israele, area industriale colpita
Schegge di missili iraniani hanno colpito un’area industriale nella regione del Negev, causando incendi e danni ma senza provocare vittime gravi. Le sirene hanno risuonato per tutta la notte in diverse città israeliane, mentre le autorità hanno escluso la presenza di sostanze pericolose. Un uomo è rimasto leggermente ferito dalle schegge.
01:54 – Iran rivendica abbattimento jet Usa
Secondo fonti internazionali, anche il secondo aereo americano precipitato nel Golfo Persico sarebbe stato colpito dall’Iran. Il pilota dell’A-10 è riuscito a salvarsi dopo essersi eiettato, mentre resta disperso un membro dell’equipaggio di un F-15E abbattuto in precedenza. Le operazioni di ricerca proseguono in un contesto estremamente rischioso.
01:35 – Incendio nel sud di Israele
Un missile balistico iraniano ha provocato un incendio nella zona industriale di Neot Hovav, vicino Beersheba. I vigili del fuoco sono intervenuti rapidamente, evitando conseguenze più gravi e confermando l’assenza di contaminazioni. L’episodio evidenzia la precisione crescente degli attacchi.
01:34 – Pentagono: 365 militari feriti
Il Pentagono ha aggiornato il bilancio delle operazioni in Iran: 365 militari americani feriti e 13 morti dall’inizio della campagna, circa cinque settimane fa. La maggior parte dei feriti appartiene all’esercito, ma sono coinvolte anche Marina, Aeronautica e Marines. Numeri che raccontano una guerra già intensa e prolungata.
01:26 – Attentato a Teheran, vittima civile
Il presidente iraniano Pezeshkian ha denunciato un attentato che ha colpito un alto funzionario, causando la morte della moglie. Teheran accusa gli Stati Uniti di minare ogni tentativo di dialogo, rilanciando la narrativa di una guerra che colpisce anche civili e figure non direttamente coinvolte nel conflitto.
01:17 – Missili iraniani su Israele
L’Idf ha confermato un attacco missilistico diretto dall’Iran nelle prime ore della mattina. I sistemi di difesa sono stati immediatamente attivati per intercettare i vettori in arrivo, mentre la popolazione è stata invitata a rifugiarsi nei bunker.
01:16 – Onu rinvia voto su Hormuz
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha rinviato il voto sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo l’opposizione di Russia e Cina. La bozza di risoluzione prevedeva misure difensive per garantire il passaggio delle navi, ma resta bloccata, lasciando aperta una delle principali criticità della crisi.
00:04 – Pilota Usa disperso, ricerche anche iraniane
Secondo fonti americane e iraniane, anche le forze di Teheran stanno cercando il pilota americano disperso dopo l’abbattimento dell’F-15. L’area del possibile impatto è stata isolata dai Pasdaran, mentre cresce il rischio che il militare venga intercettato prima delle forze statunitensi.
23:55 – Dubbi Usa sulla capacità missilistica iraniana
L’intelligence americana segnala che l’Iran mantiene una significativa capacità di lancio missilistico, nonostante i bombardamenti. I bunker sotterranei sarebbero stati riattivati in poche ore, mettendo in discussione i risultati dichiarati dagli Stati Uniti.
23:54 – Trump sul pilota disperso
Il presidente Donald Trump ha evitato di chiarire le possibili mosse americane in caso di cattura del pilota disperso, limitandosi a dire che non può commentare. Una risposta che evidenzia l’estrema tensione e l’incertezza strategica di queste ore.


