
Si è spento questa mattina in Umbria, dopo una lunga malattia, Beppe Sebaste, poeta, scrittore e filosofo tra le voci più raffinate e originali del panorama culturale contemporaneo. A darne notizia è stata la famiglia. Aveva 66 anni.
Nato a Parma, Sebaste aveva costruito nel tempo un percorso intellettuale articolato e cosmopolita, capace di attraversare linguaggi e discipline, mantenendo sempre uno sguardo lucido e sensibile sul mondo.
Una formazione tra filosofia e letteratura
Dopo gli studi universitari a Bologna, dove si era laureato con Luciano Anceschi, Sebaste aveva approfondito la propria formazione anche sotto la guida di Umberto Eco, inserendosi in una tradizione critica e filosofica di alto profilo.
Il suo lavoro si è sviluppato nel tempo lungo un asse culturale italo-francese, arricchito da esperienze di vita e di ricerca tra Parigi, Ginevra, Pietrasanta e Roma, prima del definitivo trasferimento in Umbria.
Parallelamente all’attività di scrittore, aveva collaborato con importanti testate giornalistiche come L’Unità e La Repubblica, contribuendo al dibattito culturale con articoli, saggi e riflessioni.
Le opere e la ricerca letteraria
La produzione di Sebaste è ampia e attraversa diversi generi, dalla narrativa alla saggistica, fino alla riflessione filosofica. Tra i suoi titoli più noti figurano “Café Suisse e altri luoghi di sosta”, “Niente di tutto questo mi appartiene”, “Lettere e filosofia. Poetica dell’epistolarità” e “Porte senza porta. Incontri con maestri contemporanei”.
Tra le opere più significative anche “Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne”, un libro che riflette sul tempo, sullo spazio urbano e sulla possibilità di osservare il mondo da una posizione marginale ma profondamente consapevole.
Il romanzo “H. P. L’ultimo autista di Lady Diana” era stato inoltre candidato al Premio Strega, contribuendo a consolidare il suo profilo nel panorama letterario italiano.
La sua scrittura, spesso definita meditativa e attraversata da una tensione filosofica, si è sempre distinta per la capacità di coniugare esperienza personale, osservazione del quotidiano e riflessione teorica.
L’ultimo saluto in Umbria
Dopo anni trascorsi tra diverse città europee, Sebaste aveva scelto l’Umbria come luogo in cui vivere e lavorare negli ultimi anni. Proprio lì si è spento, lasciando un’eredità culturale significativa.
La cerimonia di saluto si terrà giovedì 9 aprile alle ore 15.30 presso il centro Forme dell’Anima ad Amelia, in strada del Conservatorio 4.
Con la sua scomparsa, il mondo della cultura perde una figura capace di muoversi tra letteratura e filosofia con uno sguardo originale, discreto e profondamente contemporaneo.


