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“È morto!”. La tragedia per strada e ora la notizia atroce a 19 anni. Tremenda agonia

Pubblicato: 08/04/2026 15:03

Il calvario di Oleh Borys si è concluso nel modo più tragico, lasciando un vuoto incolmabile e una scia di interrogativi ancora aperti. Il diciannovenne di origini ucraine si è spento venerdì 3 aprile scorso, dopo aver lottato per cinque lunghi mesi tra la vita e la morte in un letto della clinica Città di Roma. La sua agonia era iniziata la sera del 23 ottobre 2025, quando un’auto lo ha travolto lungo viale Palmiro Togliatti, nel quartiere Don Bosco. Da quel momento, la vita del giovane e quella della sua famiglia sono state stravolte da un impatto violentissimo che ha causato traumi e ferite di una gravità estrema. Mentre la giustizia fa il suo corso, il dolore dei parenti si trasforma in un grido d’aiuto: i familiari hanno infatti lanciato un accorato appello pubblico per rintracciare chiunque abbia assistito alla scena. L’invito è rivolto a tutti i possibili testimoni affinché si rivolgano immediatamente alle forze dell’ordine per fare luce su quella tragica serata.

La ricostruzione del dramma e l’ipotesi del semaforo rosso

Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto, Oleh stava camminando lungo la trafficata arteria cittadina quando è stato centrato in pieno dal veicolo. La rapidità dei soccorsi, attivati tramite il Numero Unico delle Emergenze 112, aveva inizialmente acceso una fievole speranza: il personale sanitario era giunto sul posto a sirene spiegate, trasportando il diciannovenne d’urgenza e in codice rosso al Policlinico di Tor Vergata. Successivamente, il giovane era stato trasferito presso la clinica dove è avvenuto il decesso. Sul caso indagano gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, che hanno già effettuato i rilievi scientifici necessari per stabilire le responsabilità. L’automobilista coinvolto, fermato subito dopo l’incidente, potrebbe ora essere iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale.

Il punto nodale dell’intera vicenda, sul quale la famiglia esige chiarezza assoluta, riguarda la segnaletica luminosa: “I famigliari di Oleh Borys chiedono che venga accertato se l’auto sia passata con il semaforo rosso”. Questo dettaglio cambierebbe radicalmente il profilo della responsabilità del conducente. La ricerca di testimoni oculari diventa quindi fondamentale per confermare o smentire questa ipotesi, che rimane al centro degli accertamenti degli inquirenti. Ogni piccolo frammento di memoria di chi si trovava su viale Palmiro Togliatti quella sera potrebbe risultare decisivo per dare giustizia a un ragazzo che aveva tutta la vita davanti.

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