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Tragedia nel Canale della Manica: muoiono affogate 4 persone

Pubblicato: 09/04/2026 16:27

Il Canale della Manica torna a trasformarsi in un freddo cimitero d’acqua, restituendo l’ennesimo bollettino di una guerra silenziosa tra le onde. Nelle prime ore di giovedì mattina, una nuova tragedia si è consumata al largo delle coste della Francia settentrionale, lasciando sul campo quattro persone morte mentre tentavano di compiere la traversata verso il sogno britannico. Il dramma si è consumato nei pressi di Équihen-Plage, dove le vittime – identificate come due uomini e due donne – sono annegate nel disperato tentativo di raggiungere un’imbarcazione. Come ha spiegato il prefetto del Pas-de-Calais, François-Xavier Lauch, durante una concitata conferenza stampa, i migranti sono rimasti travolti da correnti particolarmente insidiose proprio mentre cercavano di salire a bordo. Il bilancio, purtroppo, è stato definito dallo stesso Lauch come ancora “provvisorio”.

Il fenomeno dei taxi-boat e i numeri di un’emergenza infinita

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Voix du Nord, la macchina dei soccorsi è scattata all’alba: oltre ai quattro decessi, una persona è stata assistita per ipotermia, mentre altri 37 superstiti sono stati trasferiti d’urgenza in ospedale. Il miglioramento delle condizioni meteorologiche degli ultimi giorni ha infatti favorito un brusco incremento dei tentativi di attraversamento, un fenomeno che i trafficanti di esseri umani sfruttano senza scrupoli. Le autorità hanno acceso i riflettori su una tecnica sempre più diffusa: l’utilizzo di gommoni a motore definiti taxi-boat, che raccolgono le persone direttamente dalla riva o in mare aperto lungo le coste francesi e belghe. Si tratta di un servizio illecito itinerante che nel 2025 ha portato nel Regno Unito ben 41.472 persone, mentre dal 1° gennaio al 26 marzo 2026 sono già stati registrati 4.441 attraversamenti.

La situazione resta incandescente anche sul piano diplomatico. Mentre il numero di piccole imbarcazioni in partenza dalla Francia continua a crescere, il Regno Unito e Parigi sono impegnati in un complesso negoziato per contenere i flussi. L’accordo precedente è infatti scaduto il 31 marzo, lasciando il posto a un’intesa provvisoria che fatica a arginare le partenze. In questo vuoto normativo e operativo, i trafficanti intensificano le operazioni, incuranti dei rischi mortali legati alle correnti del Canale. Ogni vita spezzata tra le onde di Équihen-Plage è il tragico promemoria di una crisi che, nonostante le promesse della politica, non accenna a fermarsi.

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