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Picierno scrive a Meloni: “L’Italia applichi le sanzioni contro i media russi”

Pubblicato: 13/04/2026 22:51

Un richiamo diretto al governo italiano sull’applicazione delle sanzioni europee contro i media legati alla Russia. La vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, ha inviato una lettera aperta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Antonio Tajani e Matteo Piantedosi, denunciando quella che definisce una mancata attuazione concreta delle norme Ue in materia di informazione e propaganda.

“Le sanzioni restano sulla carta”: la denuncia

Nel testo, Picierno sottolinea come il quadro normativo europeo sia già chiaro e vincolante. “Il Regolamento (UE) 2022/350 e le modifiche al Regolamento (UE) n. 833/2014 vietano la trasmissione, la distribuzione e qualsiasi forma di aggiramento delle attività di emittenti come RT, Sputnik e altri organi di informazione sanzionati”, scrive. Tuttavia, secondo la vicepresidente dell’Europarlamento, in Italia queste disposizioni non sarebbero applicate in modo efficace.

“Eppure, nel nostro Paese, queste norme restano in gran parte inapplicate”, prosegue la lettera, evidenziando come eventi pubblici, iniziative editoriali e attività riconducibili a questi soggetti continuino a svolgersi sul territorio nazionale. Tra gli esempi citati, il recente festival legato a Russia Today a Bologna.

Il nodo degli strumenti mancanti

Alla base del problema, secondo Picierno, ci sarebbe un vuoto operativo. “Manca un decreto attuativo e mancano circolari operative”, si legge nel documento, con la conseguenza che forze dell’ordine e autorità locali sono costrette a muoversi senza linee guida uniformi, decidendo caso per caso.

“Dal 2022 ad oggi il Governo italiano che voi rappresentate ha scelto di non scegliere”, afferma la vicepresidente del Parlamento europeo, sottolineando come questa situazione renda di fatto inefficaci le sanzioni. Un’assenza di indirizzo che, a suo avviso, rischia di indebolire l’azione delle istituzioni e lasciare spazio a iniziative riconducibili alla propaganda russa, soprattutto in momenti sensibili come le scadenze elettorali.

Il caso Bologna e il confronto con l’Europa

Nella lettera viene citato in modo esplicito il caso del festival organizzato a Bologna, legato a Russia Today e rilanciato anche da Margarita Simonyan, direttrice dell’emittente e figura centrale dell’apparato comunicativo del Cremlino. Un episodio che, per Picierno, dimostra come le attività di questi media siano ancora presenti e attive nel Paese.

Il confronto con altri Stati europei è netto: “L’Italia è, insieme all’Ungheria, tra i pochi Paesi europei a non aver definito strumenti operativi per rendere effettive queste sanzioni”. Altrove, sottolinea, si interviene; in Italia, invece, “si lascia correre”.

“Non essere il ventre molle dell’Occidente”

Il passaggio finale della lettera amplia il tema oltre la dimensione tecnica, ponendo una questione politica più generale. Secondo Picierno, la mancata applicazione delle sanzioni rischia di compromettere la tutela dello spazio democratico e il rispetto degli obblighi europei.

“Oggi questo passa anche dalla capacità dello Stato di applicare un regolamento europeo”, scrive, concludendo con un monito: l’Italia non può permettersi di continuare a essere “il ventre molle dell’Occidente” di fronte alle attività di propaganda e influenza legate a Mosca.

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