
Il sangue torna a bagnare le strade del Friuli Venezia Giulia in un pomeriggio che doveva essere come tanti e che si è trasformato in tragedia. Un impatto violentissimo si è verificato lungo l’arteria che collega Gradisca d’Isonzo a Cormons, squarciando il silenzio della zona e lasciando dietro di sé una scia di dolore. Lo scontro, avvenuto nel primo pomeriggio di oggi, ha visto protagonisti due giganti della strada: un pesante autoarticolato e un furgone frigo. Secondo quanto filtrato dalle prime, frammentarie informazioni raccolte sul posto, l’energia sprigionata dall’urto è stata tale da far perdere completamente il controllo al conducente del mezzo pesante, che è letteralmente uscito dalla carreggiata terminando la propria corsa in un profondo fossato a bordo strada.
Soccorsi drammatici e bilancio pesante: un morto sul colpo
L’allarme è scattato immediatamente, attivando una macchina dei soccorsi imponente. Sul luogo del sinistro sono piombati i sanitari con diverse ambulanze e l’automedica, nel disperato tentativo di strappare i coinvolti a un destino crudele. Purtroppo, nonostante la rapidità dell’intervento, per uno dei passeggeri non c’è stato nulla da fare. Il bollettino ufficiale è agghiacciante: un morto e un ferito grave, quest’ultimo trasferito d’urgenza in ospedale in condizioni critiche. La strada è stata prontamente interdetta al traffico per consentire le delicate operazioni di estrazione dei corpi dalle lamiere e per permettere la messa in sicurezza dell’area, mentre la notizia faceva rapidamente il giro dei comuni limitrofi.
Le forze dell’ordine hanno lavorato incessantemente per ore, occupandosi della gestione di una viabilità andata completamente in tilt e dei rilievi necessari a ricostruire con esattezza la dinamica di questo incidente tra camion e furgone frigo. Al momento, ogni ipotesi resta al vaglio: dal malore improvviso a una manovra azzardata, fino a un possibile guasto tecnico che potrebbe aver causato il frontale. La circolazione lungo la direttrice tra Gradisca e Cormons ha subito pesanti rallentamenti, con code chilometriche che si sono formate a causa della chiusura forzata dell’arteria, necessaria anche per il recupero del tir finito nel fossato.

