
Gli Stati Uniti e l’Iran vanno verso un nuovo vertice dopo quello naufragato sabato scorso a Islamabad. “Potrebbero riprendere nei prossimi due giorni ma stiamo pensando a un altro luogo che non sia il Pakistan”, ha annunciato Trump assicurando che “la guerra è quasi finita” indicando poi nella fine di aprile la data per la fine delle ostilità. Intanto però il Pentagono invia altri 10mila soldati nell’area e Teheran avverte l’Europa sul “piano Hormuz”, già definito “molto triste” da Trump: una coalizione per lo stretto aggraverebbe ulteriormente la crisi. Secondo Associated Press ci sarebbe un accordo di principio per una proroga del cessate il fuoco, ma la Casa Bianca smentisce. Teheran allenta la tensione su Hormuz.
20:30 – Teheran apre a una possibile navigazione dal lato omanita di Hormuz
Spiragli, seppur ancora condizionati, sul fronte della navigazione nello Stretto di Hormuz. Secondo un’esclusiva Reuters, l’Iran starebbe valutando la possibilità di consentire il passaggio sicuro delle navi lungo il lato omanita dello stretto, senza rischio di attacchi. L’ipotesi rientrerebbe nelle proposte discusse nei negoziati con gli Stati Uniti e sarebbe legata al raggiungimento di un accordo più ampio. Una soluzione che, se confermata, potrebbe rappresentare un primo passo verso una parziale normalizzazione dei traffici energetici.
20:02 – Casa Bianca: “Xi assicura, nessuna arma cinese all’Iran”
Dalla Casa Bianca arriva un segnale di distensione sul fronte asiatico. La portavoce Karoline Leavitt ha riferito che il presidente cinese Xi Jinping avrebbe garantito a Donald Trump che Pechino non sta fornendo armi all’Iran. La conferma sarebbe arrivata in risposta a una lettera inviata dallo stesso Trump, che nei giorni scorsi aveva espresso preoccupazione per un possibile coinvolgimento cinese nel conflitto. Una rassicurazione che, seppur informale, contribuisce a contenere il rischio di un allargamento della crisi.
19:47 – Washington smentisce: “Nessuna richiesta di proroga della tregua”
Gli Stati Uniti negano di aver chiesto un’estensione del cessate il fuoco con l’Iran. La portavoce della Casa Bianca ha definito le indiscrezioni circolate nelle ultime ore come “cattivo giornalismo”, ribadendo che non esiste alcuna iniziativa ufficiale in tal senso. Una posizione che conferma la linea dura di Washington, proprio mentre si avvicina la scadenza della tregua.
19:38 – Nyt: niente accordo sull’estensione del cessate il fuoco
A rafforzare questo quadro è anche quanto riportato dal New York Times, secondo cui gli Stati Uniti non avrebbero formalmente accettato alcuna proroga della tregua con Teheran. Secondo fonti dell’amministrazione, i contatti tra le parti proseguono su un possibile accordo più ampio, ma senza passi avanti concreti sul cessate il fuoco, destinato a scadere nei prossimi giorni. Uno scenario che mantiene alta la tensione e lascia aperta la possibilità di una nuova escalation.
16:10 – Iran-Stati Uniti: ci sarebbe l’accordo per una proroga del cessate il fuoco
Secondo fonti anonime citate dall’Associated Press, i negoziatori iraniani e statunitensi avrebbero raggiunto un “accordo di principio” per prolungare la tregua oltre la scadenza del 22 aprile. L’obiettivo è guadagnare tempo per permettere alla diplomazia di lavorare.

15:00 – Teheran: “Coalizione europea per Hormuz complicherebbe la situazione”
Dall’Iran arriva un avvertimento diretto all’Europa. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha criticato il piano dei Paesi europei per creare una coalizione a tutela della navigazione nello Stretto di Hormuz. Secondo Teheran, qualsiasi intervento esterno rischierebbe di aggravare ulteriormente la crisi, anziché contribuire alla stabilizzazione. Baghaei ha ribadito che la sicurezza dello stretto sarebbe garantita da decenni proprio dall’Iran, insieme agli altri Paesi della regione, e ha sottolineato che la condizione essenziale per mantenere la navigabilità resta la fine delle interferenze e delle ostilità in corso.
14:30 – Trump attacca l’Europa: “Piano su Hormuz? Molto triste”
Dura la reazione del presidente americano Donald Trump al progetto europeo per riaprire lo Stretto di Hormuz senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Parlando a Fox News, Trump ha definito l’iniziativa “molto triste”, sostenendo che la situazione sarebbe già in miglioramento e criticando l’atteggiamento degli alleati. Il piano, anticipato dal Wall Street Journal, dovrebbe essere discusso a Parigi in una conferenza guidata dal presidente francese Emmanuel Macron e dal premier britannico Keir Starmer, con l’obiettivo di ripristinare la libertà di navigazione nello stretto. Parole che confermano un clima sempre più teso tra Washington e le capitali europee, proprio mentre la crisi energetica e militare resta aperta.

12.30 Usa inviano altri 10.000 soldati
Il Pentagono invierà nei prossimi giorni migliaia di soldati aggiuntivi in Medio Oriente, mentre l’amministrazione Trump cerca di aumentare la pressione sull’Iran per raggiungere un accordo che ponga fine alle settimane di conflitto, senza escludere nuovi attacchi od operazioni di terra nel caso in cui la fragile tregua non regga. Lo riporta il Washington Post citando funzionari statunitensi. Tra le forze in dispiegamento figurano circa 6 mila militari a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e delle navi da guerra che la accompagnano, secondo fonti attuali ed ex funzionari. Altri 4.200 militari, appartenenti al gruppo anfibio Boxer Amphibious Ready Group e alla relativa unità dei Marines, l’11esima Marine Expeditionary Unit, dovrebbero arrivare nella regione entro la fine del mese. Il rafforzamento militare si inserisce nella strategia di Washington per sostenere la pressione su Teheran nel quadro dei negoziati in corso, mantenendo al contempo aperta l’opzione di un’ulteriore escalation sul terreno.
11.30 Ft: “Teheran ha usato tecnologia satellitare cinese per colpire obiettivi Usa”
L’Iran ha usato tecnologia satellitare acquisita dalla Cina per colpire obiettivi Usa in tutto il Medio Oriente. E’ quanto rivela il Financial Times che ha ottenuto “documenti militari iraniani” che mostrano che un satellite è stato acquistato alla fine del 2024 dopo che era stato lanciato nello spazio dalla società cinese Earth Eye Co. I documenti mostrano inoltre come ai Guardiani della Rivoluzione è stato dato anche accesso alle stazioni terrestri commerciali gestite da Emposat, un fornitore di servizi di controllo e dati satellitari che ha sede a Pechino. Ft ha così chiesto all’ambasciata cinese a Washington se il governo cinese fosse in qualche modo al corrente della relazione tra Emposat e i pasdaran, ottenendo questa risposta: “ci opponiamo con forza al fatto che parti coinvolte diffondano disinformazione, bastata su congetture e insinuazioni, contro la Cina”. Secondo il quotidiano, i dati forni all’Iran con immagini di una risoluzione molto maggiore di quella che possono offrire i satelliti iraniani, hanno potuto aiutare le forze iraniane a colpire o tenere sotto controllo le basi militari Usa nella regione. Le rivelazioni arrivano mentre l’amministrazione Trump sta preparando il viaggio di Donald Trump il mese prossimo a Pechino.
10.50 Trump: “Accordo ad aprile”
Un accordo con l’Iran entro fine aprile “è possibile. Li abbiamo pestati pesantemente, è assai possibile”. Lo ha detto il presidente Donald Trump in un’intervista telefonica al corrispondente di Sky News Uk da Washington, Mark Stone, che gli chiedeva se la guerra in Medio Oriente potesse finire prima della visita di Stato negli Usa di re Carlo III e della regina Camilla, in agenda dal 27 al 30 aprile.
08.20 Attacchi a Gaza, morto anche un bambino
L’agenzia di protezione civile di Gaza ha riferito dell’uccisione di dieci persone in diversi attacchi israeliani nella parte settentrionale dell’enclave palestinese. Tra le vittime c’è un bambino piccolo, di tre anni. Lo ha affermato Mahmoud Bassal, portavoce dell’agenzia di protezione civile, che opera come servizio di soccorso sotto l’autorità di Hamas. “Quattro persone sono state uccise, tra cui un bambino, e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco contro un veicolo della polizia a Gaza City”, ha detto Bassal. Ha identificato il bambino come Yahya al-Mallahi, di tre anni. L’ospedale Al-Shifa ha confermato di aver ricevuto i corpi delle vittime. In una dichiarazione, il ministero dell’Interno di Gaza ha affermato che aerei da guerra israeliani hanno “preso di mira un veicolo della polizia” nel centro della città, “causando diversi morti e feriti”.
05:45 Trump: “La Nato non è stata lì per noi, e non sarà lì per noi in futuro”
“La Nato non è stata lì per noi, e non sarà lì per noi in futuro!”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha aggiunto: “Non sto pensando di prolungare il cessate il fuoco con l’Iran”.

05:45 Trump attacca ancora il Papa: “Qualcuno può dirgli che il nucleare in Iran è inaccettabile?”
“Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti, completamente disarmati, negli ultimi due mesi, e che permettere all’Iran di avere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile. Grazie per la vostra attenzione su questa questione. L’America è tornata”. È il post che Donald Trump ha pubblicato su Truth.
04:30 Reuters: la petroliera cinese Rich Starry torna nello Stretto di Hormuz
La petroliera “Rich Starry”, di proprietà della società cinese Shangai Xuanrun Shipping, con bandiera del Malawi e soggetta a sanzioni statunitensi, è tornata nello Stretto di Hormuz dopo aver lasciato il Golfo il giorno precedente, non essendo riuscita a superare il blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi che fanno scalo nei porti iraniani. Lo riporta il sito della Reuters, citando i dati di monitoraggio marittimo.
“Durante le prime 24 ore, nessuna nave è riuscita a superare il blocco statunitense”, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti, aggiungendo che sei navi hanno ottemperato alle direttive delle forze statunitensi di invertire la rotta per rientrare in un porto iraniano.


