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Garlasco, le gravissime accuse all’avvocato De Rensis. Cosa è successo

Pubblicato: 28/04/2026 21:13

Un nuovo, drammatico scossone nel caso Garlasco riporta tutto sotto i riflettori: un esposto depositato in Procura a Milano chiama in causa dinamiche delicate tra informazione e difesa legale. E il racconto rischia di diventare ancora più esplosivo.

Al centro di questa vicenda c’è Chiara Ingrosso, giornalista televisiva legata al programma FarWest di Salvo Sottile, che ha consegnato agli inquirenti un pacchetto di materiali: chat, audio e ricostruzioni di incontri. Secondo la giornalista, il racconto mediatico del caso avrebbe subito pressioni e interferenze, con l’obiettivo di spingere l’attenzione verso piste alternative.

Un esposto che fa rumore: chat, audio e pressioni

Nel documento, stando a quanto emerso, viene chiamato in causa l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi. I contatti tra la giornalista e il legale risalirebbero già all’ottobre 2025: i due si sarebbero confrontati sulle possibili piste investigative legate all’omicidio di Chiara Poggi.

L’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi nel caso Garlasco

In quel confronto, secondo la ricostruzione, De Rensis avrebbe suggerito di approfondire la cosiddetta “pista dei vestiti nel canale”. Un dettaglio che, oggi, torna pesantemente nella narrazione dell’esposto e delle verifiche che potrebbero seguirne.

L’attenzione si sposta poi sui rapporti tra la trasmissione televisiva e il legale. La giornalista riferisce che, a fronte di ascolti ritenuti insoddisfacenti, il programma avrebbe progressivamente modificato la propria linea editoriale, arrivando a instaurare contatti più stretti con De Rensis.

Il “depistaggio mediatico” e l’incontro del 22 gennaio 2026

In una chat interna alla redazione, viene riportato, si farebbe riferimento alla volontà di coinvolgere anche Marco Poggi in una narrazione alternativa, con allusioni a presunti legami personali. Un passaggio che, se valutato rilevante, potrebbe diventare un punto sensibile nelle valutazioni della magistratura.

Immagine collegata ai materiali citati nell’esposto sul caso Garlasco

Uno degli elementi più rilevanti riguarda un incontro avvenuto il 22 gennaio 2026 in un ristorante milanese, durante il quale la giornalista avrebbe registrato le conversazioni con il legale. Audio che ora sono stati allegati all’esposto e che potrebbero rappresentare un tassello centrale nelle verifiche della Procura.

Nel complesso, l’esposto punta a sostenere l’ipotesi di un possibile “depistaggio mediatico”: un tentativo di indirizzare l’opinione pubblica e il racconto giornalistico verso scenari diversi rispetto a quelli emersi nelle indagini ufficiali. Una prospettiva che, se confermata, aprirebbe interrogativi pesanti sul rapporto tra informazione, difesa e sviluppo delle inchieste.

Perché Garlasco continua a dividere (e a far discutere)

Chiara Poggi: immagine collegata al caso Garlasco e alle nuove piste investigative

Il delitto di Garlasco resta, del resto, uno dei capitoli più complessi della cronaca italiana. L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, ha attraversato anni di processi e revisioni fino alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Negli ultimi tempi, però, nuove indagini e piste alternative hanno riportato la vicenda al centro del dibattito pubblico, alimentando dubbi e ipotesi.

Ora sarà la magistratura a valutare il contenuto dell’esposto e a stabilire se gli elementi raccolti abbiano rilevanza penale o investigativa. Nel frattempo, il caso continua a muoversi su un doppio binario: quello giudiziario e quello mediatico, sempre più intrecciati e, oggi, più tesi che mai.

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