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Maldive, morto un sub che cercava i corpi degli italiani. Governo locale: “Sospesa la licenza alla nave”

Pubblicato: 16/05/2026 12:51

È morto uno dei soccorritori impegnati nelle operazioni di recupero dei quattro sub italiani dispersi nelle acque delle Maldive. Il militare, appartenente alle Forze nazionali di difesa delle Maldive (MNDF), era stato coinvolto nelle immersioni per la localizzazione dei corpi ed era stato trasportato in ospedale in condizioni critiche. Secondo fonti diplomatiche, il suo decesso segna una drammatica svolta nelle operazioni, già rese estremamente complesse dalla profondità e dalla conformazione della grotta sommersa.

Il sub aveva partecipato direttamente alle attività di ricerca condotte nella giornata di oggi, nell’ambito di una missione che prevede immersioni ripetute all’interno del sistema di cavità in cui sono dispersi i quattro italiani. Le autorità maldiviane non hanno ancora diffuso dettagli sulle cause dell’emergenza medica che lo ha colpito, ma il suo ricovero era stato immediatamente definito “gravissimo”.

Nel frattempo il governo delle Maldive ha reso noto di aver predisposto un nuovo piano operativo per l’esplorazione della grotta, basato sui progressi registrati nelle immersioni precedenti. Il portavoce presidenziale Mohammed Hussain Shareef ha spiegato che due esperti italiani, specializzati in soccorso in acque profonde e immersioni in grotta, potrebbero unirsi alle operazioni per supportare le squadre locali.

Le ricerche si concentrano ormai da ore sul complesso sistema di cavità sommerso dove si presume si trovino i corpi dei quattro sub dispersi. Le operazioni sono considerate ad altissimo rischio per profondità, correnti e scarsa visibilità, e vengono condotte da squadre maldiviane con turni alternati di sommozzatori specializzati.

I cinque italiani coinvolti nella tragedia erano la professoressa e ricercatrice dell’Università di Genova Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice torinese Muriel Oddenino, e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. La spedizione era partita a bordo dello yacht “Duke of York”, ora sotto sequestro amministrativo.

La zona dell’incidente, nei pressi dell’atollo di Vaavu, è considerata tra le più frequentate dagli appassionati di immersioni, ma anche tra le più complesse per la presenza di grotte e passaggi profondi che richiedono grande esperienza e attrezzature specifiche.

Secondo le autorità locali, le immersioni ricreative alle Maldive sono consentite fino a 30 metri di profondità, salvo autorizzazioni speciali. Gli investigatori stanno verificando se, nel caso della spedizione, fossero stati rispettati i limiti previsti o se l’attività avesse finalità scientifiche con deroghe specifiche.

Sul piano operativo, al momento otto sommozzatori maldiviani si alternano nelle immersioni, mentre altri operatori sono pronti a subentrare per tentare il recupero dei corpi. Le squadre stanno lavorando in condizioni definite “estremamente difficili”, con turni continui e supporto aereo per la mappatura della grotta.

La tragedia si arricchisce dunque di un nuovo elemento drammatico con la morte del soccorritore, mentre continuano senza sosta le operazioni per riportare in superficie i quattro italiani ancora dispersi e fare piena luce su quanto accaduto durante l’immersione.

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Ultimo Aggiornamento: 16/05/2026 13:13

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