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“Era con me”. Garlasco, al Tg1 la testimonianza su Andrea Sempio la mattina del delitto

Pubblicato: 21/05/2026 15:47

Il caso Garlasco torna a far discutere: a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi (13 agosto 2007), il nome di Andrea Sempio riemerge al centro delle attenzioni. Tra piste riaperte, atti depositati e nuove tensioni, un’indagine che sembrava archiviata si rimette in moto, mentre restano sullo sfondo le certezze giudiziarie costruite negli anni.

Negli ultimi mesi la Procura di Pavia ha riacceso i riflettori su una vicenda che ha segnato la cronaca italiana. Il ritorno dell’inchiesta su Sempio si intreccia con la posizione di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per l’omicidio. E il racconto, oggi, si riapre su più fronti: consulenze, verifiche e contraddizioni che gli inquirenti ritengono ancora da chiarire.

La riapertura dell’inchiesta e la linea della famiglia

Al Tg1 interviene Giuseppe Sempio, padre dell’attuale indagato. “Siamo forti per l’innocenza di mio figlio, è quello che ci sostiene”. Una dichiarazione che arriva mentre, per la terza volta da febbraio 2025, la Procura di Pavia torna a indagare su Andrea Sempio dopo due archiviazioni: secondo quanto riferito nel servizio, ora si potrebbe procedere verso una richiesta di rinvio a giudizio.

Andrea Sempio in una foto diffusa online

Nel servizio si ricorda anche un passaggio chiave: “Lo scorso 7 maggio i pm hanno depositato il loro fascicolo rendendolo così accessibile a tutte le parti: al suo interno gli inquirenti lo accusano di aver ucciso la ragazza dopo che lei avrebbe rifiutato un suo approccio sessuale. Per l’accusa Andrea Sempio aveva visto i giorni prima un video intimo di Chiara Poggi con il fidanzato Alberto Stasi, si sarebbe invaghito di lei e la mattina dell’omicidio si sarebbe presentato a casa sua. Negli anni è emerso che l’unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco è Stasi, per cui molto probabilmente – dopo gli ultimi sviluppi – si procederà con la richiesta di rinvio a giudizio.

Il fascicolo dei pm e l’ipotesi accusatoria

Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco

La famiglia Sempio continua a respingere ogni addebito. “Credo nell’innocenza di mio figlio, non c’entra niente. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi”, ribadisce Giuseppe Sempio al Tg1. E aggiunge che tutto questo “è una vigliaccata”.

Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, in una foto diffusa online

Il padre insiste sulla ricostruzione di quella mattina: sostiene che il 13 agosto 2007 “mio figlio era con me”. E ancora: “Non ho bisogno di guardarlo negli occhi, poi è andato a Vigevano e poi siamo passati da lì”, riferendosi alla foto che ritrae padre e figlio vicino alla casa dove, poche ore prima, Chiara Poggi era stata uccisa e dove erano già presenti i carabinieri.

Il nodo dei tempi: l’alibi e il parcheggio

Secondo quanto ricostruito, Andrea Sempio ha sempre dichiarato che quella mattina si fosse svegliato e fosse rimasto in casa con il padre. Avrebbe poi atteso il rientro della madre dal supermercato per prendere l’auto e andare a comprare un libro a Vigevano, trovando però la libreria chiusa.

Il punto, per gli inquirenti, è la sequenza oraria: sarebbe uscito alle 10 e avrebbe fatto il biglietto del parcheggio alle 10.18. Per i pm di Pavia, i tempi sarebbero troppo stretti per coprire oltre 11 chilometri, parcheggiare e pagare. Da qui l’ipotesi della Procura di Pavia: a recarsi a Vigevano sarebbe stata molto probabilmente la madre. La famiglia, però, nega.

Le incongruenze e la posta in gioco in un eventuale processo

Il tema dei tempi e degli spostamenti resta uno dei passaggi più sensibili dell’intera vicenda. È su questi dettagli che si misura la solidità delle versioni: tragitti, orari, margini di manovra. Elementi che, secondo gli inquirenti, mostrerebbero incongruenze difficili da ignorare e che potrebbero diventare centrali se si arrivasse davvero davanti a un giudice.

In una storia giudiziaria che continua a dividere e a riaccendersi periodicamente, ogni dettaglio diventa un tassello: non solo per l’impatto mediatico del delitto di Garlasco, ma per le conseguenze concrete che potrebbero derivare dalle prossime decisioni della Procura.

L’inchiesta parallela: corruzione in atti giudiziari

Intanto si apre un secondo fronte. Giuseppe Sempio risulta indagato nell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari della Procura di Brescia. Secondo i magistrati, nel 2017 avrebbe pagato l’allora pm di Pavia Mario Venditti (anche lui indagato) per favorire la richiesta di archiviazione della prima indagine su Andrea Sempio.

Ora l’attenzione si concentra sulle prossime mosse delle due procure: Pavia, chiamata a valutare l’eventuale rinvio a giudizio, e Brescia, impegnata a chiarire i contorni dell’inchiesta parallela. Il caso Garlasco resta un mosaico complesso: ogni passaggio può pesare sui protagonisti e sugli sviluppi che verranno.

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