Vai al contenuto

“Tutto falso”. Monica e la figlia morte alle Canarie, la rabbia del marito: “Ecco la verità”

Pubblicato: 26/05/2026 18:40

Un dolore immenso, impossibile da raccontare, quello che ha travolto una famiglia distrutta dalla perdita improvvisa di una madre e di una figlia morte insieme durante una spedizione scientifica. A parlare ora è il marito della docente universitaria, che rompe il silenzio con parole cariche di commozione e amarezza.

Dietro la tragedia consumata nelle acque dell’Oceano Indiano restano interrogativi ancora senza risposta, ma anche il ricordo di due donne unite da una passione profonda per il mare e per la tutela dell’ambiente. “Monica era una donna bellissima, illuminata dal suo sorriso”, racconta il marito, spiegando che è proprio così che vuole continuare a ricordarla.

A parlare all’Adnkronos è Carlo Sommacal, marito della professoressa Monica Montefalcone, docente associata di Ecologia all’Università di Genova, morta il 14 maggio 2026 insieme alla figlia Giorgia durante una spedizione alle Maldive. Nello stesso incidente hanno perso la vita anche i giovani collaboratori Muriel Oddenino e Federico Gualtieri.

Sommacal ha voluto difendere con fermezza il lavoro scientifico portato avanti dalla moglie e dal suo team, respingendo le polemiche nate nelle ultime ore sulla regolarità della missione. “Monica aveva competenze al di sopra della norma”, ha dichiarato, aggiungendo: “A chi dice che la missione non era autorizzata chiedo: ma allora cosa andavano a fare ogni anno alle Maldive? A prendere il sole?”.

Secondo il marito della docente, il gruppo lavorava da anni su progetti di ricerca di altissimo livello, con studi e rilievi effettuati anche a profondità importanti. Un’attività che avrebbe già prodotto numerose pubblicazioni scientifiche legate agli ecosistemi marini e alla tutela ambientale.

Nel ricordo di Sommacal emerge soprattutto il lato umano della professoressa Montefalcone, descritta come una donna profondamente impegnata nella difesa dell’ambiente e nella formazione dei giovani. “A Monica piaceva aiutare i ragazzi all’università, vedeva il talento in loro”, racconta parlando con affetto dei collaboratori Muriel e Federico.

La docente, spiega ancora il marito, considerava la salvaguardia del mare una vera e propria missione civile. “Andava in tv e rifiutava i gettoni di presenza”, ha ricordato. “Quando le chiedevo perché lo facesse, mi rispondeva sempre che non bisogna essere pagati per tutelare l’ambiente”.

Un amore per il mare condiviso anche con la figlia Giorgia, laureanda universitaria e grande appassionata di biologia marina. “Lei e la madre erano due sirene”, ha detto Sommacal, tratteggiando il legame fortissimo che univa madre e figlia anche nella passione scientifica.

Intanto restano ancora senza risposta le domande sulle cause della morte delle due donne. Come spiegato dall’avvocato Giuseppe Pugliese, che assiste legalmente la famiglia insieme al collega Alessandro Albert, le autopsie non hanno evidenziato elementi definitivi. Per chiarire cosa sia accaduto sarà necessario attendere gli esiti degli esami tossicologici, previsti nei prossimi giorni. Nel frattempo è stato concesso il nullaosta per i funerali, anche se la data non è stata ancora fissata.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure