
Alessandro Sallusti torna alla guida di Libero. Dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, è arrivata l’ufficialità della nomina del giornalista come nuovo direttore del quotidiano, chiamato a raccogliere l’eredità di Mario Sechi dopo un addio particolarmente turbolento.
L’annuncio è stato diffuso attraverso una nota firmata da Leopoldo de’ Medici, presidente di Editoriale Libero S.r.l., società controllata dalla finanziaria Tosinvest della famiglia Angelucci e dalla Fondazione San Raffaele. Una scelta che segna una nuova fase per il quotidiano e per la sua linea editoriale.
Nel comunicato, l’editore descrive Sallusti come un giornalista di lunga esperienza, già direttore di importanti testate nazionali, sottolineando l’obiettivo di rafforzare il percorso di crescita di Libero mantenendo la sua identità di voce riconoscibile nel panorama dell’informazione italiana.
Particolare attenzione viene riservata anche alla trasformazione del giornalismo contemporaneo. Secondo quanto spiegato nella nota, la sensibilità di Sallusti verso il mondo digitale e l’informazione online sarà centrale nella strategia di sviluppo del quotidiano nei prossimi anni.
Leopoldo de’ Medici ha poi rivolto pubblicamente gli auguri di buon lavoro al nuovo direttore, definendolo una figura capace di interpretare il dibattito pubblico con autorevolezza, competenza e visione. Qualità che, secondo l’editore, saranno decisive per il futuro della testata.
La nomina arriva però in un clima tutt’altro che sereno, segnato dal duro addio di Mario Sechi. Nell’ultimo editoriale pubblicato in prima pagina, il giornalista ha parlato apertamente di libertà di stampa, criticando le modalità con cui si è concluso il rapporto con l’editore.
“Che cosa è la libertà di stampa?”, scrive Sechi in apertura del suo editoriale intitolato “Due parole sul mio addio a Libero”. Il giornalista racconta di essere stato assunto tre anni fa da Giampaolo Angelucci e di aver ricevuto il licenziamento proprio nelle ultime ore, definendo la conclusione della vicenda “il peggiore dei modi”.
Nel testo, Sechi ricorda anche di essere finito nel mirino dei terroristi anarchici e di vivere sotto scorta per minacce dirette ricevute negli ultimi tempi. Un passaggio particolarmente duro, nel quale sottolinea come il licenziamento sia arrivato proprio nel giorno della solidarietà espressa nei suoi confronti dal presidente della Repubblica.
Nonostante l’amarezza per l’uscita dal quotidiano, il giornalista conclude il suo messaggio assicurando di non temere il futuro professionale. Sechi ringrazia lettori e colleghi per il sostegno ricevuto e chiude con una frase destinata a lasciare il segno: “Libero mi ha dato tanto, ma si è preso troppo”. Un addio che apre ora una nuova stagione per il giornale e per il suo nuovo direttore.


