
Il processo per l’omicidio di Pamela Genini entra in una fase già segnata da forti tensioni in aula, tra decisioni dei giudici, scontri tra difese e parte civile e un acceso confronto sulla ricostruzione dei rapporti personali della vittima. Al centro del dibattito giudiziario si colloca la posizione di Francesco Dolci, amico della 29enne, escluso dalla costituzione come parte civile nel procedimento contro Gianluca Soncin, accusato del brutale omicidio avvenuto il 14 ottobre 2025.
La decisione della Corte d’Assise di Milano, presieduta dalla giudice Antonella Bertoja, ha segnato un passaggio rilevante nella prima udienza del processo, già caratterizzato da contrapposizioni nette tra accusa e difesa e da un forte impatto emotivo in aula.
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Esclusione di Francesco Dolci e motivazioni dei giudici
La Corte ha stabilito l’esclusione di Francesco Dolci dalla costituzione come parte civile, ritenendo non sussistenti i presupposti per riconoscere tale legittimazione. Secondo quanto riportato nella decisione, il rapporto tra Dolci e la vittima non presenterebbe i requisiti di stabilità e continuità necessari per l’ammissione.
I giudici hanno inoltre richiamato la natura della relazione tra i due, descritta come non caratterizzata da convivenza stabile e inserita in un contesto affettivo complesso. La decisione ha avuto immediate ripercussioni in aula, dove la discussione si è concentrata anche sul ruolo dell’uomo come testimone nel procedimento.

Le dichiarazioni di Francesco Dolci e le accuse respinte
Dopo la decisione del collegio giudicante, Francesco Dolci ha commentato la sua esclusione definendola una scelta dolorosa, sottolineando come la sua intenzione fosse quella di partecipare al processo per contribuire alla ricerca della verità sull’omicidio di Pamela Genini.
L’uomo ha respinto con decisione le accuse che lo vedono coinvolto in un procedimento parallelo per vilipendio di cadavere, affermando di aver sempre avuto un rapporto di vicinanza con la vittima e di aver cercato di aiutarla nei momenti di difficoltà. Dolci ha inoltre contestato le ricostruzioni che lo dipingono come una figura controversa nella vita della 29enne, sostenendo che i rapporti tra loro sarebbero stati caratterizzati da una relazione personale significativa.
Scontro in aula e posizione delle parti
La posizione di Dolci è stata contestata con forza dall’avvocato Nicodemo Gentile, legale della madre della vittima, che ha definito l’uomo “stalker in vita e dopo la morte”, opponendosi alla sua ammissione come parte civile. A questa posizione si sono associate anche altre difese e la stessa Procura di Milano, che hanno sostenuto l’assenza dei requisiti giuridici per la sua partecipazione al processo.
Secondo la ricostruzione dell’accusa civile, il rapporto tra Dolci e la vittima sarebbe stato caratterizzato da elementi di instabilità, mentre viene richiamata anche l’indagine in corso a suo carico da parte della Procura di Bergamo.
La difesa di Dolci, rappresentata dall’avvocata Eleonora Prandi, ha invece sostenuto l’esistenza di un rapporto continuativo tra i due, sottolineando come la vittima avrebbe avuto con lui un legame personale significativo e come l’uomo si sarebbe attivato immediatamente dopo i fatti, collaborando con gli inquirenti.
Processo Soncin e richiesta di giustizia della famiglia
Nel corso della stessa udienza è stata ammessa come parte civile l’intera famiglia di Pamela Genini – il padre Sergio, la madre Una Smirnova e i fratelli Nicola e Veronica – che parteciperanno al processo contro Gianluca Soncin, accusato di omicidio pluriaggravato.
La madre della vittima, Una Smirnova, ha descritto in aula il proprio impatto emotivo nel rivedere l’imputato, definendo l’esperienza “devastante” e sottolineando la freddezza dell’uomo in aula. La donna ha ribadito la richiesta di giustizia per la figlia, esprimendo il dolore per una vicenda che ha profondamente colpito l’intero nucleo familiare.

Prove, testimonianze e strategia difensiva
Sul piano processuale, la Procura ha chiesto l’acquisizione delle prove e l’esame dei testimoni, oltre alla possibilità di interrogare l’imputato. La difesa di Soncin ha avanzato richieste istruttorie legate ai dispositivi elettronici e alle conversazioni tra la vittima e le persone a lei vicine, sollevando dubbi sulla completezza delle acquisizioni investigative.
È stata inoltre contestata la richiesta di perizia medico-legale avanzata dalla difesa, considerata esplorativa e non determinante ai fini della ricostruzione dei fatti.
Una vicenda giudiziaria ancora aperta
Il processo per l’omicidio di Pamela Genini si presenta dunque come un procedimento complesso, in cui elementi emotivi, rapporti personali e valutazioni tecniche si intrecciano in un’aula già segnata da forti contrapposizioni.
La posizione di Francesco Dolci, escluso come parte civile ma ancora coinvolto sul piano giudiziario, resta uno dei punti più controversi del dibattimento, mentre il procedimento principale prosegue con l’obiettivo di ricostruire dinamica e responsabilità dell’omicidio attribuito a Gianluca Soncin.


