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Papa Leone ai migranti: “Mi inchino alla vostra dignità”. Il duro richiamo all’Europa – Video

Pubblicato: 11/06/2026 15:34

Papa Leone XIV ha scelto uno dei luoghi più simbolici delle rotte migratorie verso l’Europa per lanciare un appello destinato a far discutere. Durante la visita a Gran Canaria, penultima tappa del suo viaggio in Spagna, il Pontefice ha incontrato migranti, operatori dell’accoglienza e volontari nel porto di Arguineguín, località divenuta negli anni uno dei principali punti di approdo per chi attraversa l’Atlantico in cerca di una vita migliore. Nel suo intervento, Leone ha chiesto all’Europa e alla comunità internazionale di interrogarsi sulle proprie responsabilità, denunciando le tragedie che continuano a consumarsi lungo le rotte migratorie e rivolgendo parole particolarmente toccanti alle vittime della tratta di esseri umani.

“Mi inchino alla vostra dignità”

Il momento più intenso della visita è arrivato quando il Pontefice si è rivolto direttamente ai migranti presenti sul molo. Prima ancora di affrontare i temi politici e sociali, Leone ha voluto riconoscere il valore delle persone che affrontano viaggi spesso drammatici per raggiungere l’Europa.

“Non siete numeri, né fascicoli”, ha affermato il Papa, ricordando che dietro ogni traversata ci sono famiglie, storie personali, sofferenze e speranze. Secondo il Pontefice, il fenomeno migratorio non può essere ridotto a una semplice questione amministrativa o statistica, ma deve essere affrontato partendo dalla dignità delle persone coinvolte.

Le sue parole sono risuonate con particolare forza ad Arguineguín, il porto che negli anni passati è stato ribattezzato da molti osservatori il “molo della vergogna” per le difficili condizioni in cui migliaia di migranti furono costretti ad attendere assistenza.

Il monito all’Europa e alla comunità internazionale

Nel suo discorso Leone XIV ha rivolto un richiamo preciso a tutti gli attori coinvolti nel fenomeno migratorio. Ai Paesi d’origine ha chiesto di interrogarsi sulle cause che spingono tante persone a lasciare la propria terra, mentre agli Stati di transito ha domandato di proteggere i più vulnerabili e impedire che finiscano nelle mani delle organizzazioni criminali.

Particolarmente significativo il passaggio rivolto all’Europa. Il Pontefice ha invitato il continente a non abituarsi all’idea che il Mediterraneo e l’Atlantico possano trasformarsi in “cimiteri senza lapidi”, chiedendo una risposta più incisiva e una cooperazione internazionale capace di affrontare il problema in modo strutturale e duraturo.

Secondo Leone, non basta limitarsi alla gestione degli arrivi o al rafforzamento delle frontiere. Ogni imbarcazione che raggiunge le coste europee rappresenta una domanda profonda sulla società contemporanea e sulle disuguaglianze che costringono milioni di persone a rischiare la vita.

Il messaggio alle donne vittime della tratta

Uno dei passaggi più toccanti dell’intervento è stato dedicato alle donne vittime di sfruttamento e tratta. Dopo aver ascoltato la testimonianza di una sopravvissuta, il Papa ha ribadito che nessun essere umano può essere considerato una merce.

Leone ha ricordato che ogni persona conserva la propria dignità indipendentemente dalle violenze subite e ha rivolto parole di conforto a chi è stato vittima delle reti criminali. Nessuno, ha sottolineato, può comprare, vendere o utilizzare un essere umano come un oggetto.

Il Pontefice ha insistito sul fatto che il valore di una persona non può essere cancellato dalle sofferenze vissute e che la società ha il dovere di offrire protezione e percorsi di rinascita alle vittime.

La denuncia contro trafficanti e organizzazioni criminali

Nel tratto finale del discorso, Papa Leone ha puntato il dito contro le organizzazioni che lucrano sui flussi migratori. Ha parlato di vere e proprie “mafie dei mari”, accusandole di alimentare un sistema che sfrutta la disperazione di migliaia di persone.

Secondo il Pontefice, trafficanti e reti criminali continuano ad arricchirsi trasformando uomini, donne e bambini in strumenti di profitto, spesso approfittando dell’indifferenza e dell’incapacità delle istituzioni di intervenire con efficacia.

La visita si è conclusa con la benedizione di una croce realizzata con il legno delle imbarcazioni utilizzate dai migranti per attraversare l’oceano. Un gesto simbolico con cui Leone XIV ha voluto ricordare le sofferenze di chi affronta questi viaggi e ribadire il messaggio centrale del suo intervento: dietro ogni traversata ci sono persone, non numeri.

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