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Neonato finisce in terapia intensiva: il gesto shock dei genitori che poteva costargli la vita

Pubblicato: 13/06/2026 22:15

Un neonato di appena 12 giorni è stato ricoverato in condizioni gravissime presso la Terapia intensiva neonatale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia dopo aver ingerito una tisana preparata dai genitori per aiutarlo a rilassarsi. Il piccolo, nato sano e senza particolari problemi di salute, ha manifestato sintomi sempre più preoccupanti che hanno spinto la famiglia a rivolgersi al pronto soccorso pediatrico. Grazie al tempestivo intervento dei medici, il bambino è stato salvato e dimesso dopo alcuni giorni in buone condizioni.
La vicenda ha acceso nuovamente l’attenzione sui rischi legati alla somministrazione di sostanze non prescritte ai neonati, soprattutto nei primissimi giorni di vita.

Il ricovero d’urgenza e i sintomi preoccupanti

I genitori hanno portato il bambino in ospedale dopo aver notato una serie di segnali allarmanti. Il neonato appariva infatti poco reattivo, mostrava un significativo calo di peso e rifiutava l’alimentazione. Con il passare delle ore il quadro clinico è peggiorato rapidamente, evolvendo verso una progressiva insufficienza respiratoria e uno stato di grave compromissione neurologica.

All’arrivo in ospedale i sanitari hanno immediatamente compreso la gravità della situazione. Il piccolo è stato intubato e sottoposto a ventilazione meccanica, mentre venivano avviati tutti gli accertamenti necessari per individuare la causa del malore.

La scoperta della tisana e l’indagine dei medici

Dopo avere escluso le principali patologie neonatali, i medici si sono concentrati sull’origine dei sintomi, giudicati particolarmente insoliti soprattutto dal punto di vista neurologico. Superando le difficoltà linguistiche nel dialogo con i genitori, il personale sanitario è riuscito a ricostruire quanto accaduto.

È così emerso che al neonato era stata somministrata una tisana a base di verbena essiccata, preparata con erbe provenienti dal Paese d’origine della famiglia. La bevanda era stata utilizzata con l’intenzione di calmare il bambino, senza immaginare le possibili conseguenze.

Gli accertamenti, effettuati con il supporto del Centro Antiveleni di Bologna e di altri laboratori specializzati, hanno escluso il botulismo ma hanno individuato la presenza di alcaloidi tropanici, sostanze tossiche capaci di provocare una profonda depressione del sistema nervoso centrale.

Il recupero del bambino e l’appello dei medici

Fortunatamente il rapido intervento dell’équipe medica ha consentito di evitare conseguenze permanenti. Dopo alcuni giorni di cure intensive, il neonato ha mostrato un progressivo miglioramento fino alla completa guarigione ed è stato successivamente dimesso.

Il direttore della Neonatologia e Terapia intensiva neonatale, Giancarlo Gargano, ha sottolineato come il caso debba rappresentare un importante monito per tutte le famiglie. Gli specialisti ricordano infatti che ai neonati non devono essere somministrati prodotti, erbe o preparati privi di prescrizione e controllo medico.

Secondo gli esperti, l’ingestione di sostanze di dubbia provenienza può provocare conseguenze gravissime e, nei casi più severi, persino fatali. In questa circostanza il bambino è stato salvato grazie alla tempestività dei soccorsi, ma l’episodio evidenzia quanto sia fondamentale affidarsi esclusivamente alle indicazioni dei pediatri nei primi delicatissimi giorni di vita.

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