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Garlasco, il caso torna a infiammare il dibattito: “Adesso ne abbiamo la certezza”

Pubblicato: 24/06/2026 14:54

Le nuove indagini sul delitto di Garlasco continuano a dividere difese, magistratura e opinione pubblica. Del caso si è tornati a parlare a Cartabianca, dove sono stati ripresi gli ultimi sviluppi dell’inchiesta e il confronto sulla posizione di Alberto Stasi e Andrea Sempio.

In studio erano presenti Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene che segue da anni la vicenda, l’avvocato di Stasi Antonio De Rensis e il legale di Sempio, Liborio Cataliotti. Il dibattito si è concentrato sui nodi giudiziari del caso e sulle ricadute che, ancora oggi, coinvolgono direttamente i protagonisti e le loro famiglie.

Il confronto in tv e il peso del caso

De Giuseppe ha aperto il suo intervento richiamando l’attenzione sul clima che circonda l’inchiesta: “Bisogna abbandonare il livore, c’è troppa cattiveria. I social parlano troppo e da un anno e mezzo a questa parte sono uscite persone da ogni angolo. Bisogna stare più tranquilli e pensare ai contenuti”.

Il giornalista ha poi ricordato un incontro avvenuto circa quattro anni fa con Elisabetta Ligabò, madre di Andrea Sempio: “Ho trovato una donna sofferente, una donna preoccupata, una donna con dei dubbi, e io ho cercato di avere un confronto”.

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Procura di Pavia, sede al centro delle indagini sul caso Garlasco

Garlasco, l’annuncio dopo gli ultimi sviluppi delle indagini: “Adesso ne abbiamo la certezza”

De Giuseppe ha spiegato anche di non voler affrontare alcuni aspetti che riguardano la madre di Alberto Stasi, per rispetto delle sue condizioni. Ma ha voluto comunque sottolineare un punto: “C’è stata profonda sofferenza”, un elemento che, secondo lui, non dovrebbe essere dimenticato nel racconto della vicenda.

Parole che riportano al centro non solo l’aspetto processuale, ma anche quello umano: il caso Garlasco non è soltanto un fascicolo giudiziario, ma una storia che continua a pesare su persone e famiglie, sotto i riflettori da anni.

Le interviste a Stasi e la dimensione umana

Andrea Sempio, al centro del dibattito sulle nuove indagini

Bianca Berlinguer ha poi riportato l’attenzione sulle due interviste realizzate da Le Iene ad Alberto Stasi. “Ne abbiamo fatte 2. La prima nel 2022 in carcere, dove Alberto ha analizzato lucidamente tutta la sua vicenda processuale, le 2 assoluzioni e poi la condanna. E poi ne abbiamo fatta un’altra 2 anni fa in un contesto diverso dove Alberto era anche più rilassato e dove è uscita la sua umanità. Lui è molto introverso, poi ho avuto modo di, non dico di frequentarlo assiduamente, ma di conoscerlo bene. È una persona molto riservata, molto sensibile, e devo dire che nella seconda intervista è uscita una sensibilità che mi è piaciuta”.

Un passaggio che sposta il racconto su un piano più personale, mantenendo però la distanza dei fatti: la narrazione televisiva, in casi così complessi, finisce per influenzare inevitabilmente la percezione pubblica di una vicenda giudiziaria ancora al centro dell’attenzione.

Il riferimento al caso Pierina Paganelli e la frase che fa discutere

Alberto Stasi, protagonista delle interviste e del dibattito sul caso Garlasco

Nel corso della trasmissione si è parlato anche del processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, conclusosi in primo grado con l’assoluzione di Louis Dassilva. Secondo De Giuseppe, quella vicenda potrebbe avere inciso anche sulla percezione del caso Garlasco: “Credo che abbia risentito anche di quello che è successo a Garlasco, credo che la cosa più certa di questa nuova indagine è l’innocenza di Alberto Stasi”.

Lo stesso De Giuseppe, però, ha precisato un punto chiave: ritenere innocente Stasi non significa automaticamente considerare colpevole Andrea Sempio. Un distinguo che prova a tenere separati i piani, in un contesto dove il dibattito pubblico tende spesso a sovrapporli.

Le indagini fino al 28 settembre e l’attesa di una svolta

Sugli sviluppi dell’inchiesta, De Giuseppe ha commentato il prolungamento delle indagini fino al prossimo 28 settembre: “Il fatto che l’indagine si prolunghi fino al 28 di settembre mi conforta, chissà che potrebbe non essere ancora finita, no”, aggiungendo che potrebbe emergere una prova decisiva “Ma non solo nei confronti di Andrea Sempio, ma vediamo”.

Una frase che fotografa bene la situazione attuale: un’indagine ancora in movimento, con scenari aperti e l’ipotesi che possano arrivare elementi nuovi capaci di spostare l’equilibrio del caso.

De Rensis: la revisione e il ruolo del Procuratore generale

A intervenire è stato quindi Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, soffermandosi sul tema di una possibile revisione del processo. “Il Procuratore Generale, che è la massima autorità nel distretto della Corte d’Appello di Milano, sta studiando e valutando, e noi non possiamo che osservare col massimo rispetto e attenzione. E noi nel nostro stiamo facendo ciò che ci compete”.

Un passaggio che conferma come, sul fronte difensivo, l’attenzione resti puntata sulle valutazioni in corso e su ciò che potrebbe aprire un nuovo capitolo giudiziario.

Cataliotti contro il “mostro giuridico”

Molto critica, invece, la posizione di Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, che ha definito la situazione processuale un “mostro giuridico”. “Sembra incredibile che si parli di una richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito di un processo in cui viene fondamentalmente preannunciata la costituzione di parte civile da parte di un condannato. Ed è il motivo per cui mi sento legittimato a iniziare a parlare di Alberto Stasi, perché in prospettiva diventa una controparte processuale, prima ed indipendentemente dal fatto che sia presentata, se non addirittura accolta, istanza di revisione. Per me è un mostro giuridico questo processo”.

“Però – ha continuato Cataliotti – vedo che invece a tutti piace che, che si proceda con questo mostro bicefalo che va, che viaggia su corsie parallele e addirittura ribaltando quella che razionalmente dovrebbe essere la cronologia dei fatti, perché una revisione dovrebbe razionalmente, prima ancora che giuridicamente, precedere una costituzione di parte civile da parte del condannato. Vedo che si preannuncia il contrario. Va benissimo, si vede che questo processo deve andare così, sulla scia dell’opinione pubblica che pare essere già orientata, ma che fortunatamente, credo, spero, confido, è sempre stato così, esprime opinioni ma non pronuncia sentenze”.

La chiusura: l’obiettivo della difesa di Stasi

In chiusura, De Rensis ha ribadito la linea della difesa: “A nome mio e della mia collega che per quanto ci riguarda Alberto merita di essere assolto rispetto all’accusa per la quale è stato condannato. Noi non ci fermiamo a questo step. Il nostro obiettivo è quello, è l’assoluzione”.

Una dichiarazione che sintetizza la direzione in cui si muove il team legale di Stasi, mentre l’inchiesta su Andrea Sempio prosegue. Nel frattempo, il caso Garlasco resta al centro del dibattito mediatico, tra nuove verifiche, posizioni contrapposte e un’attesa che, a distanza di anni, continua a non spegnersi.

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Ultimo Aggiornamento: 24/06/2026 15:10

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