
Il ritrovamento di un corpo senza vita in circostanze sospette rappresenta sempre uno degli scenari più complessi per gli investigatori, chiamati a ricostruire in tempi rapidi gli ultimi movimenti della vittima e a individuare eventuali responsabilità. Quando la scena del crimine si presenta in un contesto domestico e apparentemente ordinario, l’attività investigativa si concentra ancora di più su dettagli, tracce e testimonianze.
In casi come questo, la ricostruzione temporale degli eventi diventa fondamentale. Gli inquirenti lavorano incrociando dati, immagini di videosorveglianza e comunicazioni digitali, mentre le famiglie delle vittime cercano risposte su ciò che è accaduto nelle ultime ore di vita dei propri cari.
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Il ritrovamento a Bogotá e la scena nel bagno
Il corpo di Natalia Villalba Angarita, 36 anni, modella, influencer e graphic designer colombiana, è stato trovato all’interno di una valigia in un appartamento in affitto a Bogotá.
La scoperta è avvenuta nella giornata di lunedì 22 giugno, quando una collaboratrice domestica, incaricata delle pulizie dell’abitazione, ha fatto il macabro ritrovamento. Inizialmente la donna avrebbe pensato che nell’appartamento fosse ancora presente un ospite, dopo aver udito il rumore dell’acqua della doccia. Una volta entrata nel bagno, si è trovata davanti a una scena che ha immediatamente fatto scattare l’allarme: una valigia semiaperta contenente il corpo della 36enne.
La polizia è intervenuta rapidamente, isolando l’area e avviando i primi rilievi tecnici sul posto. All’interno dell’abitazione sarebbero stati trovati anche due passaporti, uno scaduto e uno valido, elementi che hanno permesso una rapida identificazione della vittima.

Le prime ipotesi e l’indagine per omicidio
Secondo le prime dichiarazioni delle autorità locali, le evidenze raccolte orienterebbero le indagini verso l’ipotesi di omicidio. La posizione ufficiale è stata confermata anche dal sindaco di Bogotá, Carlos Fernando Galán, che ha espresso cordoglio alla famiglia e sottolineato la gravità del caso.
L’appartamento in cui è stato trovato il corpo era stato affittato dalla vittima a partire dal 3 giugno, secondo quanto riportato dai dati della piattaforma di prenotazione. Gli investigatori stanno ora ricostruendo la cronologia degli ultimi giorni trascorsi dalla donna nella capitale colombiana.
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda la scomparsa del telefono cellulare della 36enne, attualmente non rinvenuto, e ritenuto potenzialmente decisivo per ricostruire gli ultimi contatti e gli spostamenti.
I sospettati e le immagini di videosorveglianza
Le indagini si concentrano su due uomini, entrambi già identificati attraverso le immagini delle telecamere di sicurezza della zona. Si tratterebbe di un cittadino britannico e di uno statunitense, che secondo le informazioni disponibili avrebbero lasciato la Colombia dopo i fatti.
L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata in particolare sul cittadino britannico, mentre entrambi non risultano al momento formalmente incriminati.
Le autorità colombiane stanno valutando la richiesta di un mandato di cattura internazionale attraverso Interpol, nel tentativo di rintracciare i due sospettati e chiarire il loro eventuale coinvolgimento nella morte della donna.

Le ultime conversazioni e i giorni precedenti la scomparsa
A fornire elementi utili alla ricostruzione è stata la madre della vittima, che ha raccontato le ultime conversazioni avute con la figlia nei giorni precedenti al ritrovamento del corpo.
Secondo quanto riferito, il contatto più recente risalirebbe a mercoledì 17 giugno, quando la 36enne avrebbe parlato con la madre di un possibile viaggio a Cúcuta per motivi personali. Successivamente, la donna avrebbe deciso di rimanere a Bogotá.
Nei giorni successivi, la comunicazione con la famiglia si sarebbe progressivamente interrotta. Giovedì 18 giugno, un’amica della vittima avrebbe provato a incontrarla nell’appartamento, senza successo. Nella stessa giornata, anche i tentativi di contatto da parte della madre non avrebbero ricevuto risposta.
Con il passare delle ore, familiari e amici avrebbero iniziato a preoccuparsi, ipotizzando inizialmente anche il possibile furto del telefono, un’eventualità che in passato si sarebbe già verificata.
Accertamenti medico-legali e data del decesso
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda la data esatta del decesso, non ancora ufficialmente determinata. Per questo motivo sono stati disposti accertamenti da parte dell’Istituto Nazionale di Medicina Legale, incaricato di stabilire cause, orario e modalità della morte.
Gli esami autoptici e scientifici saranno fondamentali per verificare la presenza di eventuali segni di violenza e per raccogliere ulteriori elementi utili alle indagini.
Nel frattempo, il caso continua a suscitare forte attenzione in Colombia, mentre gli investigatori lavorano su più fronti per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima e chiarire il ruolo dei due uomini attualmente al centro delle verifiche internazionali.


