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Ha la terza media e visita 160 pazienti in pronto soccorso: chi è questa donna

Pubblicato: 26/06/2026 14:59
Enrica Massone: il caso della finta dottoressa in pronto soccorso

Per mesi si è mossa tra corsie e ambulatori come una professionista, con il camice addosso e la sicurezza di chi sa cosa sta facendo. Visite, procedure, firme: tutto nel reparto più delicato, il pronto soccorso. Poi la scoperta che ha lasciato l’ospedale e la città sotto shock: dietro quell’apparenza non c’era alcuna qualifica.

Secondo quanto ricostruito in tribunale, nessuna laurea, nessuna abilitazione, nessuna reale iscrizione all’Ordine. Una storia che ricorda da vicino la trama di Catch Me If You Can (in Italia Prova a prendermi), ma che questa volta è accaduta davvero.

Una finta dottoressa in ospedale

Al centro della vicenda c’è Enrica Massone, originaria di Torino, condannata in primo grado a tre anni di reclusione dal Tribunale di Imperia.

Stando agli atti, la donna sarebbe riuscita a farsi assumere come medico all’ospedale Saint Charles di Bordighera (provincia di Imperia), presentandosi come laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e iscritta all’Ordine dei Medici di Milano.

Ospedale Saint Charles di Bordighera: il caso della falsa dottoressa

La realtà, però, era completamente diversa: Massone avrebbe avuto soltanto la licenza media. Nonostante questo, sempre secondo quanto emerso, avrebbe lavorato in pronto soccorso arrivando a visitare 160 pazienti.

Il caso riaccende una domanda inevitabile: com’è stato possibile che un profilo del genere sia passato, almeno inizialmente, senza controlli efficaci?

La scoperta e il processo a Imperia

I fatti risalgono al 2023, ma la vicenda è esplosa con l’esito del processo conclusosi nelle ultime ore. A far scattare i sospetti sarebbero stati alcuni colleghi, insospettiti da incongruenze e comportamenti che avrebbero portato a verifiche sulla sua reale posizione professionale.

In aula, il pubblico ministero Lorenzo Fornace aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi. La giudice Eleonora Billeri ha invece stabilito tre anni. Un punto, questo, che ha inciso anche sul dibattito pubblico: secondo gli accertamenti, durante il periodo in cui avrebbe lavorato come finta dottoressa non avrebbe causato danni diretti ai pazienti.

Risarcimenti: la partita passa al civile

La giudice ha rinviato al tribunale civile le richieste di risarcimento avanzate da ASL1 Imperiese e dallo stesso Ordine dei Medici di Milano. Parti civili nel procedimento erano anche due società mediche presso cui Massone aveva lavorato in precedenza.

La vicenda, oltre al profilo giudiziario, ha aperto interrogativi pesanti sul sistema di controlli nelle assunzioni sanitarie e sulla facilità con cui, almeno per un periodo, sarebbe stata costruita e sostenuta una falsa identità professionale.

Tribunale di Imperia: la sentenza sul caso Enrica Massone

Un passato segnato da un’altra condanna

La storia giudiziaria di Enrica Massone non si esaurisce in questa vicenda. La donna, infatti, sta già scontando un’altra condanna definitiva: quattro anni e tre mesi di carcere per aver truffato una coppia di anziani torinesi.

Secondo gli atti, si sarebbe fatta nominare amministratrice di sostegno dei due, appropriandosi di parte della loro pensione senza versare le rette della struttura dove erano ricoverati. Un elemento che, nel quadro complessivo, pesa e contribuisce a delineare un profilo già noto alla giustizia.

La linea della difesa e le prossime mosse

Il suo legale, Giovanni Cicerano, aveva chiesto l’assoluzione sostenendo una presunta incapacità di intendere e di volere della propria assistita. Una ricostruzione che, però, non ha convinto il tribunale.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Solo allora si capirà se la difesa deciderà di presentare appello. Intanto, resta una vicenda destinata a far discutere: un sistema che, almeno in questo caso, è stato clamorosamente ingannato.

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