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Ustica, svolta clamorosa: la decisione del governo

Pubblicato: 27/06/2026 21:42

Il governo si opporrà alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Ustica. Lo ha annunciato Palazzo Chigi con una nota ufficiale, spiegando che l’Esecutivo, attraverso l’Avvocatura dello Stato, contesterà la richiesta avanzata dai magistrati. L’udienza davanti al giudice è stata fissata per il 30 settembre, quando verrà deciso se archiviare il procedimento o disporre ulteriori approfondimenti investigativi. Palazzo Chigi ha inoltre precisato che, allo stato attuale, non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il fascicolo si trova nella fase delle indagini preliminari.

La decisione del governo

La scelta dell’Esecutivo rappresenta un segnale della volontà di non chiudere definitivamente una delle vicende più controverse della storia repubblicana. Attraverso l’Avvocatura dello Stato, il governo chiederà infatti al giudice di respingere la richiesta di archiviazione, mantenendo aperta la possibilità di ulteriori approfondimenti investigativi. Una decisione che arriva a quasi mezzo secolo dalla tragedia e che punta a sostenere la ricerca della verità, da sempre invocata dai familiari delle vittime.

La strage di Ustica e il mistero mai risolto

La sera del 27 giugno 1980 il volo IH870 dell’Itavia, un DC-9 partito da Bologna e diretto a Palermo con 81 persone a bordo, precipitò nel Mar Tirreno, nei pressi dell’isola di Ustica. Nessuno sopravvisse. Fin dai primi giorni le cause del disastro furono oggetto di ipotesi contrastanti: si parlò di un’esplosione a bordo, di un cedimento strutturale e, successivamente, della possibilità che l’aereo fosse rimasto coinvolto in uno scenario di guerra aerea nei cieli del Mediterraneo.

Negli anni le inchieste giudiziarie, le commissioni parlamentari, le rogatorie internazionali e numerose perizie hanno contribuito ad alimentare la tesi secondo cui il DC-9 sarebbe stato abbattuto durante un’operazione militare, senza però consentire di individuare i responsabili materiali della tragedia. Le sentenze civili hanno invece riconosciuto responsabilità dello Stato per non aver garantito piena trasparenza nell’accertamento dei fatti e per i depistaggi che avrebbero ostacolato la ricostruzione dell’accaduto.

Un caso ancora aperto

A distanza di 46 anni, la strage di Ustica continua a rappresentare uno dei grandi misteri italiani. La decisione del governo di opporsi all’archiviazione punta a evitare che si chiuda definitivamente un’indagine su una vicenda che continua a interrogare il Paese. L’udienza del prossimo 30 settembre rappresenterà un nuovo passaggio giudiziario in una storia che, ancora oggi, attende una verità definitiva.

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