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Alice morta a 11 anni nella piscina, svolta nelle indagini: c’entra la cuffia obbligatoria

Pubblicato: 17/07/2026 19:13

La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Alice, la bambina di 11 anni deceduta dopo essere rimasta incastrata nella pompa di aspirazione di una piscina. Il fascicolo è stato aperto dopo il decesso della piccola, avvenuto in ospedale a seguito del grave incidente verificatosi nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio.

Nelle prossime ore il pubblico ministero Fabrizio Givri disporrà l’autopsia. Solo dopo il conferimento dell’incarico saranno notificati gli avvisi ai primi indagati, i cui nomi non sono ancora stati resi noti.

Dalle prime indagini, svolte dalla Guardia Costiera su delega della Procura, sarebbe emersa una possibile irregolarità nell’impianto. Secondo gli investigatori, infatti, non era presente il cartello che ricorda l’obbligo per i minori di 12 anni di utilizzare la piscina solo se accompagnati da un adulto, come previsto dalla normativa regionale.

Mercoledì pomeriggio la bambina era rimasta da sola in acqua per fare un ultimo tuffo, mentre i genitori si stavano preparando a lasciare lo stabilimento. Durante la permanenza in piscina, i suoi capelli sono stati risucchiati dal bocchettone di aspirazione, intrappolandola sott’acqua in una vasca profonda poco più di un metro.

A rendersi conto che non si trattava di una semplice apnea è stato un altro ragazzino, che ha lanciato l’allarme. Il proprietario dello stabilimento si è tuffato in acqua con un coltello, riuscendo a liberare la bambina tagliandole i capelli e riportandola in superficie.

Sono quindi iniziate immediatamente le manovre di rianimazione con massaggio cardiaco e defibrillatore. Alice è stata poi trasportata in elicottero all’ospedale Gaslini di Genova in condizioni disperate, dove è morta nelle ore successive. La famiglia ha successivamente autorizzato la donazione degli organi.

L’inchiesta dovrà ora chiarire l’esatta dinamica dell’incidente, verificare il rispetto delle norme di sicurezza previste per l’impianto e accertare eventuali responsabilità.

L’importanza della cuffia: “Si sarebbe salvata”

L’associazione indica alcune priorità precise. La prima riguarda la cuffia, ancora facoltativa in molte strutture — campeggi e stabilimenti balneari in testa — e percepita per lo più come un obbligo igienico. Damasco la ridefinisce invece come «prima di tutto un dispositivo di sicurezza», capace in casi come questo di impedire che i capelli finiscano risucchiati nel bocchettone. La seconda priorità riguarda gli impianti stessi: l’Unione Europea ha già raccomandato sistemi di sicurezza sui bocchettoni, ma l’Italia non ha ancora una legge organica che ne imponga l’adeguamento nelle strutture esistenti. Una proposta che affronterebbe insieme bocchettoni, recinzioni e protezioni delle vasche fuori servizio sarebbe ferma in Parlamento da tempo.

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Ultimo Aggiornamento: 18/07/2026 07:48

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