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Bolletta da 210mila euro per un condominio: cos’è successo

Pubblicato: 18/07/2026 11:40

Una perdita d’acqua sotterranea, rimasta nascosta per mesi, ha rischiato di mettere in ginocchio un condominio di Pordenone. I residenti si sono visti recapitare una richiesta di pagamento da 210mila euro, generata dalla dispersione di oltre 70mila metri cubi d’acqua, pari a circa 20 piscine olimpioniche. La vicenda si è conclusa con una drastica riduzione dell’importo grazie all’intervento dell’Adoc e a una procedura di conciliazione con il gestore idrico.

La perdita scoperta durante alcuni lavori

Il problema è emerso il 30 maggio 2025, quando, durante lavori di manutenzione del giardino condominiale, è stata notata un’insolita chiazza d’acqua vicino alla centrale termica.

L’amministratore dello stabile ha immediatamente contattato il gestore del servizio idrico, Hydrogea (oggi confluito in Cafc Spa), e un idraulico, che ha individuato e riparato la rottura della tubazione principale nel giro di poche ore.

La comunicazione arrivata quando il guasto era già stato riparato

Cinque giorni dopo, il condominio ha ricevuto una raccomandata con cui il gestore segnalava consumi anomali rilevati durante una lettura del contatore effettuata il 3 giugno.

Una comunicazione giudicata tardiva, dal momento che la perdita era già stata individuata e riparata.

Esaminando le bollette precedenti, l’amministratore ha inoltre scoperto che già nel 2024 era arrivata una fattura da 7.300 euro, inizialmente interpretata come un semplice conguaglio, ma che rappresentava in realtà il primo segnale della perdita.

La situazione è precipitata il 13 gennaio 2026, quando è stata notificata una bolletta da circa 52mila euro, parte di un conteggio complessivo di 210mila euro.

Il ricorso all’Adoc e il richiamo alla Cassazione

Di fronte alla richiesta economica, il condominio si è rivolto all’Adoc, che ha avviato una procedura di conciliazione richiamando un principio già affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 24904 del 2021.

Secondo questo orientamento, il gestore del servizio idrico ha l’obbligo di effettuare periodicamente la lettura dei contatori e di segnalare tempestivamente eventuali consumi anomali. La mancata comunicazione può configurare un inadempimento contrattuale, con conseguenze sulla pretesa economica nei confronti dell’utente.

La bolletta ridotta da 210mila a 18mila euro

Nel corso della conciliazione, le parti hanno concordato di ricalcolare i consumi sulla base della media registrata negli anni precedenti, eliminando inoltre gli importi relativi ai servizi di fognatura e depurazione, poiché l’acqua dispersa nel sottosuolo non era mai confluita nella rete fognaria.

L’accordo finale ha ridotto la richiesta complessiva da 210mila euro a 18mila euro, somma che il condominio potrà pagare attraverso una rateizzazione in dieci tranche, evitando così gravi ripercussioni economiche per i residenti.

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